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Ode a un usignolo — La dimora del tempo sospeso

…………………………John Keats ……………………………Le Odi ……………..Cura e traduzione di Flavio Ferraro ………….Grottaminarda (AV), Delta 3 Edizioni, 2021   ………….Ode to a Nightingale (6-8)   6 Darkling I listen; and, for many a time …I have been half in love with easeful Death, Call’d him soft names in many a mused rhyme, …To take into the air […]

Ode a un usignolo — La dimora del tempo sospeso
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Ancora debiti: per cosa?

E’ nato il nuovo governo con un timoniere di elevata preparazione e una compagine ministeriale che dovrebbe consentire una traversata quanto meno senza naufragi fino all’elezione del prossimo Presidente della Repubblica (primavera 2022) o forse fino alle prossime elezioni (primavera 2023).

Quello che bisogna fare è spendere soldi pubblici per far ripartire l’economia in modo che 1 euro di spesa pubblica si moltiplichi secondo le formule che ci hanno insegnato gli economisti più illuminati.

Allora, si dice, non solo ristori. Infatti e questo era proprio il programma del governo Conte, è necessario non limitarsi a iniettare fondi per la sopravvivenza delle imprese e dei negozi e per il reddito di cittadinanza.

Qual’è il problema. In periodo di pandemia c’è una flessione dei consumi, la gente non ha voglia di intraprendere nuove strade, cresce il risparmio privato seppure intaccato dalla crisi economica. Quindi i fondi ci sarebbero. Ma non c’è verso di convincere la gente a metterli in circolo. Il problema è il futuro, quello dei nostri giovani perchè sono loro che possono riprendere in mano il timone dell’economia italiana.

In questo quadro non resta che incrementare la spesa pubblica con interventi mirati su infrastrutture, in particolare quelle sanitarie, formazione scolastica e universitaria, snellimento degli organi decisionali.

L’Italia resta povera di risorse umane preparate a livello informatico, questo è uno dei gap da risolvere in fretta con una formazione a tutti i livelli. Il lavoro on-line è sicuramente un enorme chance in questo senso.

E lasciamo che i giovani salpino dalla protezione familiare, una volta vaccinati i più anziani e i soggetti più a rischio, consentiamo ai giovani di andare a scuola, di fare stage anche all’estero, anche con contributi pubblici, per coloro che hanno meriti scolastici. Perchè chi va all’estero, in genere, ci va perchè se lo può permettere economicamente. Chi non ha i mezzi, seppur bravo, è costretto a stare a casa.

E gli insegnanti si riprendano il proprio ruolo di guida, lasciando mamma e papa nel loro brodo di protezionismo esasperato.

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Grazie Giuseppe Conte

Lasciato andare via da Palazzo Chigi dai soliti magheggi del potere non vorrei essere stato mai nei suoi panni quando il 9 marzo 2020 fu deciso di chiudere tutto per la pandemia da Covid.

Rivaluto anche il portavoce Rocco Casalino che lo ha aiutato a costruirsi un’immagine rassicurante di “padre che sa” a fonte di una popolazione angosciata da una situazione imprevedibile.

Di certo a lui non sono arrivati avvisi di garanzia nè per aver violato la legge nè per essersi appropriato di un euro, almeno finora nessuna procura si è mossa ad eccezione del blocco degli sbarchi dalle navi cariche di migranti.

Allora perchè non farlo continuare?

E’ mancato il respiro del domani, del cosa fare per i giovani, per i ragazzi che hanno bisogno di continui rinforzi per applicarsi nello studio pensando ad un lavoro futuro.

Aver puntato sull’assistenza e basta, questo a mio parere il limite della Presidenza Conte, aver destinato in massima parte a questo fine circa 160 miliardi nel 2020. Un debito enorme che mettiamo sulle spalle dei giovani.

Ma ora non sarà facile perchè occorrerà comunque continuare con i ristori ma al tempo stesso investire in settori che facciano ripartire l’economia. E non c’è nulla di scontato.

Quindi grazie Presidente Conte soprattutto per aver districato la matassa Salvini, Renzi, Di Maio, matassa lasciata in eredità a Mario Draghi. Vedremo.

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La meraviglia dei bambini

Acquario Genova
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Televisione e politica

Mi capita che a cena, generalmente, sia accesa la TV sulle notizie e poi, nella cosiddetta prima serata, si passi alla telenovela “Un posto al sole”, girata a Napoli.

Giuliano Bonfante, un grande linguista italiano

Subito dopo i telegiornali c’è tempo di sentire cosa dicono alcuni politici e giornalisti sui temi del giorno.

Ecco mi pare che questi passaggi di immagini e parole (ieri sera c’era Martelli, Casini e altri) mi inducono a riflettere sulla distanza che c’è con i problemi e le esigenze della gente reale. E dire che al potere ci sono i cosiddetti populisti, quelli che nel 2018 sono stati scelti come tribuni del popolo, quelli che tuonavano contro tutto e tutti.

E ha ragione Renzi, dal 2018 ha fatto e disfatto tutto lui. Forse è il caso che si riposi, lo ha fatto anche Dio. Forse Italia Viva ha idee troppo innovative (vedi il referendum) e, peraltro, il volerle imporre a tutti appare irragionevole. Inoltre, il continuo tintinnare delle manette del “Fatto quotidiano” incute un certo timore e un Ministro come Bonafede non è certo rassicurante per tutti coloro che hanno qualche pendenza.

Tornando alla TV, possibile che in tutti questi mesi di pandemia non abbia saputo reinventarsi.

Con la gente costretta a casa è stata sprecata un’occasione d’oro per tentare di proporre temi più formativi rispetto alla solita pappa di ore e ore di evasione dal reale.

Si dice: ma la gente non ne può più dei problemi. La TV serve da reset, fornisce momenti di piccole gioie, storie a lieto fine.

Sì ma la RAI che viaggia su un budget vicino ai 25 miliardi, oltre che ad assicurare gli elevati stipendi alla dirigenza e al personale, dovrebbe servire appunto “il popolo” non in maniera passiva. Allora perchè non prevedere momenti di formazione, pillole culturali che facciano parlare gli esperti di informatica (l’Italia è agli ultimi posti per rete veloce e competenze), delle opere dei nostri intellettuali, dei nostri cosiddetti cervelli, dell’apprendimento delle lingue. Anche qui bisogna fare delle scelte. Se si va avanti con l’auditel succede come nella politica. L’ignoranza la fa da padrona e impone a palinsesti, politici e persino ai musicisti di abbassarsi ai voleri della pancia della Nazione. Ma si sa, i programmi sono funzionali alle entrate pubblicitarie. E’ il popolo che compra le auto e via dicendo. Quindi abbassiamo il livello e avremo il mix giusto per far passare i messaggi pubblicitari.

Insomma non se ne esce.

Ma un’elite che si ritenga tale deve guidare, indirizzare e formare le masse, non esserne succube. E non è detto che un pizzaiolo sia il migliore rappresentante dei pizzaioli nè che distribuire soldi significa aiutare le categorie colpite dalla crisi a risollevarsi. Senza contare le cambiali che mettiamo sulla strada delle giovani generazioni. Ci vogliono investimenti in opere che restino negli anni in uso al Paese e giustifichino quelle cambiali.

In tempi ormai lontani la trasmissione “Non è mai troppo tardi” permise a tanti analfabeti di progredire.

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Buio a Ponte Milvio

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Riscaldiamoci un pò

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Renzi: proviamo a dipanare la matassa

Per prima cosa: ho perso il filo della riforma elettorale. A quanto ne so se si va alle elezioni a primavera ci sarà una soglia di sbarramento e il taglio dei parlamentari. Ciò avrà riflessi sull’elezione del Capo dello Stato nella primavera del 2022, vale a dire fra un anno e qualche mese. Inoltre su questa elezione peserà il fatto che la maggioranza delle regioni si in mano del centrodestra.

Non mi pare che la legge elettorale sia andata in porto proprio per la ferma opposizione di Italia Viva e che resti in vigore il Rosatellum.

Quindi per quale ragione Iv doveva restare entro uno schieramento senza prospettive per la sua forza politica? Difficilmente Zingaretti garantirebbe a Renzi gli attuali deputati e senatori che ha strappato al PD senza passare per le urne. Di certo Iv, per quello che propone (il ponte sullo stretto ad es.), si tratta di una forza politica più vicina a Forza Italia e Berlusconi il quale, in caso di elezioni politiche, probabilmente assicurerebbe al toscano e ai suoi onorevoli maggiori chance di rielezione.

In questo modo Renzi pensa di restare l’ago della bilancia anche per l’elezione del Capo dello Stato. Le elezioni politiche ricondurrebbero i cinque stelle in una rappresentanza entro il 20% come le altre forze politiche maggiori. Non potrebbero più imporre il loro Presidente del Consiglio, per Conte sarebbe la fine della sua esperienza.

Così si consumerebbe anche la vendetta nei confronti di chi ha sbandierato sui giornali i guai giudiziari di Renzi e di tutti i giustizialisti che albergano nella sinistra e non solo. Per questo, al fine di contrastare il progetto, Grillo che lo definiva “ebetino” chiedo aiuto a tutti per un governo di larghe intese che scongiuri le elezioni anticipate. Difficilmente però le altre forze politiche potranno accettare l’invito da parte di chi ha detto peste e corna di loro e del loro sistema di potere.

Insomma forse bisogna prepararsi alle elezioni che secondo i pronostici sono a favore del centrodestra che, attento Matteo toscano, non è favorevole all’Europa e al MES. Vale la pena impegnarsi così tanto per un ponte?

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#MiVaccinoPerché: più di cento medici e personaggi famosi aderiscono alla campagna pro-vax di “Elisir” —

Da alcune settimane è partita la campagna di vaccinazione per sconfiggere la pandemia da Covid-19. Il nostro Paese è tra i primi in Europa per numero di vaccinazioni effettuate e questo fa ben sperare per il futuro. Elisir, il programma di medicina di Rai3 condotto da Michele Mirabella e Benedetta Rinaldi, è al fianco del […]

#MiVaccinoPerché: più di cento medici e personaggi famosi aderiscono alla campagna pro-vax di “Elisir” —
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I ricchi e i social

L’esperienza americana di questi giorni, mi riferisco alla successione democratica alla Presidenza degli Stati Uniti, ci fa capire cosa c’è dietro il mondo dei social.

Intanto che le “mani forti”, siano essi politici, multinazionali o privati anche in ambito social, usano questi strumenti per raggiungere e mantenere il potere. Si tratta di un coacervo di interessi. Appena Twitter ha bannato Trump il mondo della destra ha abbandonato la piattaforma e così hanno fatto molti investitori che hanno venduto le azioni di Zuckerberg.

Il post sui social elimina l’intermediazione giornalistica tra politica e masse, è veloce anche quando si tratta di una fake news che difficilmente potrà essere confutata con eguale velocità.

Le mani forti del capitalismo da tempo hanno compreso il valore economico dell’informazione e della politica. Chi commercia nel mondo dello spettacolo e informativo ha bisogno del seguito delle masse instupidite dai social. Ogni giorno bisogna trovare un nemico da lapidare in pubblico. Si trova sempre uno Stato canaglia su cui indirizzare gli strali di un popolo ondeggiante e indeciso sulle responsabilità. E i furbi, quelli che che si sono fatti da soli magari non pagando le tasse o con operazioni finanziarie coperte da politici compiacenti, vanno per la maggiore. Quelli sono gli eroi moderni.

In tempo di pandemia ancora di più. Ormai i politici sono talmente svalutati che non riempiranno più le piazze. Soltanto Grillo qualche anno fa ancora ci riusciva perchè tuonava e ridicolizzava tutti i politici dell’epoca. Oggi non so se ancora ci riuscirebbe.

Allora quando cambia il vento, i ricchi di ogni Paese che temono una redistribuzione della ricchezza magari con una patrimoniale o altri strumenti come una sanità assicurata a tutti, si fanno prendere dal panico e aizzano all’insurrezione orde di “patrioti” che accettano gli autobus e le stanze di albergo da 200 dollari tutto spesato per combattere il tradimento delle elezioni, per qualche ora di notorietà.