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Ha ragione Keane

Mettere nelle mani di ragazzi appena diciottenni il peso di tirare un rigore che vale il titolo europeo è da irresponsabili – quando si riprenderanno?

Roy Keane ha commentato su ITV la finale persa dall’Inghilterra contro l’Italia a Wembley. L’ex calciatore ha preso di mira soprattutto Sterling e Grealish, dichiarando: “Se sei Sterling o Grealish non puoi stare lì seduto e permettere che un ragazzino vada a tirare il rigore decisivo prima di te. Non puoi. Non puoi sederti e vedere un ragazzino, di 19 anni, timido, che cammina davanti a te senza fare niente quando hai giocato molto più calcio di lui, molte più partite, hai molta più esperienza”. 

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I ritorni al popolo

Il referendum abusato

Monumento ai fratelli Cairoli – Trinità dei Monti – Roma

In Italia appena si pone un problema si deve tornare al popolo che, per la verità, non ama queste chiamate da parte di soggetti politici che hanno chiesto di essere votati proprio perchè si ritengono capaci e meritevoli di risolvere i problemi del popolo.

Ora il problema sorto è quella della giustizia. Qualcuno che prima faceva parte del sistema di spartizione delle cariche ha deciso di vuotare il sacco e allora si sono scatenati molti politici i quali, gridando allo scandalo, chiedono che sia il popolo a decidere se i pubblici ministeri debbano restare autonomi o vadano ricondotti sotto il potere politico.

Insomma non è sufficiente che la politica si spartisca ASL, posti a cattedre, livelli di direzione nei ministeri o nelle società partecipate, le direzioni dei giornali e della RAI, no, siccome c’è da spartire qualcosa anche nella giustizia allora la politica non può essere tenuta all’oscuro ma vuole partecipare alla spartizione delle cariche.

Così, dato che i pubblici ministeri sono troppo indipendenti e in alcune procure si decide chi va perseguito e chi no, occorre tornare dal popolo così da fornire ai politici anche la delega su chi deve comandare nei tribunali.

E si fa di ogni erba un fascio. Si dimenticano i magistrati morti di mafia, quelli che hanno pizzicato proprio i politici a spartirsi le mazzette per le commesse pubbliche, quelli che continuano il proprio lavoro nonostante le pressioni giornaliere.

Si dice: nessuno vuole fare il sindaco. Grazie si sa cosa chiedono gli apparati dei partiti e movimenti in cambio. Sostegni economici e spartizioni di posti direzionali. Lo sanno tutti. E’ chiaro che si vuole sterilizzare il lavoro dei magistrati e porli sotto il controllo politico.

Che fine fa la divisione dei poteri? Vogliamo permettere ai soggetti che oggi si pentono delle loro malefatte di infangare anche i magistrati che fanno onestamente il proprio lavoro?

Il popolo con le elezioni ha deciso chi delegare e l’eletto deve risolvere ogni questione che gli si pari davanti, altrimenti a casa, torni alla sua occupazione ordinaria.

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Egan Bernal ha vinto la 104a edizione del Giro d’Italia, Filippo Ganna ha trionfato nell’ultima tappa con arrivo a Milano —

Egan Bernal della Ineos Grenadiers ha vinto la 104a edizione del Giro d’Italia, conquistando la Maglia Rosa e alzando al cielo il Trofeo Senza Fine nella magnifica cornice del Duomo di Milano, traguardo della 21a e ultima tappa, una cronometro di 30,3 km con partenza da Senago, che ha visto trionfare Filippo Ganna (Ineos Grenadiers). […]

Egan Bernal ha vinto la 104a edizione del Giro d’Italia, Filippo Ganna ha trionfato nell’ultima tappa con arrivo a Milano —
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Palma Campania, lunedì la presentazione del murales dedicato a Giancarlo Siani — NapoliTime | Eventi, Cultura, Personaggi, Politica

L’evento si terrà nei pressi dell’Istituto comprensivo “Vincenzo Russo”, in via Trieste, lunedì 31 maggio alle ore 11 Parteciperà anche Paolo Siani, medico, parlamentare e fratello di Giancarlo, alla presentazione del murales dedicato a Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra nel 1985, realizzato a Palma Campania dall’artista Luca Carnevale. L’evento si terrà nei pressi…

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Unitus di Viterbo prende parte a “Scienza Insieme NET” per la Notte Europea dei Ricercatori — Orvietosì.it

Torna “Scienza Insieme NET” per 4 mesi di scienza e divulgazione. ospite il Premio Nobel per la Fisica Michel Mayor L’articolo Unitus di Viterbo prende parte a “Scienza Insieme NET” per la Notte Europea dei Ricercatori proviene da Orvietosì.it.

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10 cose da fare a Napoli il 2 giugno 2021, la Festa della Repubblica — Napoli da Vivere

Tante cose da fare a Napoli mercoledì 2 giugno 2021: musei, parchi, visite guidate, spettacoli teatrali sempre in sicurezza   Tanti eventi in presenza sempre con la massima prudenza e rispettando le normative in vigore anche mercoledì 2 giugno 2021 tra parchi, musei aperti, visite guidate e spettacoli teatrali.  Di seguito una serie di 10 eventi scelti…

10 cose da fare a Napoli il 2 giugno 2021, la Festa della Repubblica — Napoli da Vivere
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Dov’è finita la politica

Vogliamo gli eroi

Una volta si diceva che il privato è pubblico. Le vicende della politica nostrana, ma anche all’estero succedono cose che alla fine prevalgono sul pubblico (si pensi a Clinton o a politici finiti prima ancora di entrare in politica a causa di scheletri nell’armadio), ci dicono che la politica degli ideali è finita.

Va bene – si può dire – e allora? Te ne accorgi solo ora?

Sì a volte bisogna fare i conti con quello che manca o che è venuto a mancare. Se fondo un partito, istituisco una scuola di partito, li vesto e li indottrino in modo omogeneo con l’intento esclusivo di prendere il potere e gestirlo per i miei interessi faccio un’operazione privata non pubblica. Così sono nati partiti e partitini negli ultimi decenni. Non tutti beninteso. C’è anche il partito che voleva dividere l’Italia e staccarla dall’Europa. E il popolo li ha votati, quel popolo disorientato dalla magistratura che ha incarcerato i politici che si spartivano le mazzette sulle commesse pubbliche.

Poi si è visto che anche il terzo potere – la magistratura – non è poi così tanto pura visto che ha una carriera prestabilita e, di fatto, non rischia quasi nulla in presenza di un organo di autogoverno che utilizza il potere disciplinare col contagocce. Così scattano correnti e congreghe per indirizzare la coperture degli uffici più delicati.

La pubblica amministrazione, visto che come controllore ha sia i giudici civili e penali e la Corte dei conti per i danni erariali, è andata avanti nell’immobilismo più completo, timorosa e ossequiosa dei governi che ogni anno si insediano, fanno i programmi, poi sono costretti a lasciare.

Un altro tassello è stato posto dall’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, nobile idea radicale, ma in pratica foriero della ricerca spasmodica di fondi da parte delle forze politiche dato che non si fa politica, nell’era digitale, senza cospicui investimenti.

In questo quadro le forze economiche hanno fatto tutto ciò che era loro possibile fare. Le imprese più grandi sono scappate dall’Italia sindacalizzata, le piccole e medie imprese hanno retto anche alla pandemia, hanno continuato a lavorare anche durante il Covid-19.

I giovani si sono allontanati dalla politica, quella nobile che ci hanno insegnato i greci. Tra l’altro sono sempre meno i giovani anche perchè le donne, giustamente, hanno reclamato il proprio ruolo attivo in una società ancora quasi medioevale. Famiglie con pochi figli è la regola anche per l’assenza di strutture pubbliche di sostegno. L’incertezza del futuro ha fatto il resto.

Sembra l’apocalisse. Ma non è così. La barca italiana veleggia grazie al vento in poppa della Germania, dell’Europa, e, soprattutto degli Stati Uniti. Ma anche i rapporti economici stretti con Russia e Cina daranno la loro spinta. Il debito si ridurrà. Senza considerare che gli italiani sono proprietari di case e hanno sui conti correnti cospicui risparmi.

Allora finiamola di piangere. Siamo adulti ormai. Ricomincia la stagione balneare italiana, un’eccellenza italiana.

Ma la politica, quella di Mattarella per intenderci, deve tornare perchè ci piace avere un’idea di benessere diffuso, divertimenti all’altezza della nostra civiltà, che siano d’esempio per i ragazzi che oggi girano su macchinette o a frotte per i parchi italiani, ascoltando Fedez a tutto volume, sognando di fare gli influncer, dandole di santa ragione. O meglio questo sogno non può essere l’unico. E non possiamo ottenere rispetto nel mondo soltanto con banchieri, calciatori, tennisti o cantanti. Vogliamo gli eroi.

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Cincinnati italiani crescono

Dunque, abbiamo visto in questi giorni, le polemiche perché ogni regione italiana ha deciso quali categorie vaccinare per prima e quali a seguire tutte le altre. Ora si è tornati, pare, al criterio dell’età che appare, oltre ad essere più rispettosi degli anziani, più rispondente alle esigenze del momento. Infatti cosa vacciniamo a fare i docenti se teniamo la scuola chiusa? Stesso discorso per quelle attività che possono essere svolte da remoto quali la giustizia e così via. Una causa civile si instaura mediante citazione allegando i documenti che si ritiene probanti per le richieste che si rivolgono al giudice. Si chiede, in alcuni casi, di sentire anche una serie di testi. Tutte attività che si possono svolgere da remoto sempre che il sistema telematico della giustizia sia implementato secondo le esigenze dei cancellieri, dei giudici e dei difensori.

Mi pare, ad esempio, che diverse attività di cancelleria non sia ancora possibile svolgerle in smart working. E questa è una lacuna che va colmata con immediatezza. Serve anche uno sforzo formativo per rendere i nuovi strumenti telematici fruibili, senza patemi, dagli operatori del diritto.  Né appaiono ragionevoli e le minacce di stop alle udienze, in un settore dove l’arretrato è abnorme, accumulato molto prima del Covid.

I luoghi più critici per la diffusione del virus sono le città, specie quelle con un centro storico tipico del periodo medievale, dove la sera si chiudeva enormi porte per ragioni di sicurezza.

Il virus nell’immediato deprezza i valori delle abitazioni cittadine a fa lievitare i prezzi di quelle situate in luoghi più decentrati e meno affollati.

La città senza cinema, teatri, manifestazioni culturali, pur restando artisticamente attraenti perdono di interesse per la maggior parte delle persone. Se devo lavorare da casa preferisco un’abitazione più a misura d’uomo, con un affaccio su un bosco o un corso d’acqua. Molti si improvvisano agricoltori innestando alberi da frutto o curando l’orto. Si percepisce che la pandemia non sarà sconfitta a breve.

Abbiamo appreso anche che 1 mascherina su 10 non funziona. Resta il fatto che noi comuni mortali non sappiamo come distinguerle. Un problema grave in un periodo nel quale le varianti rendono il virus particolarmente contagioso.

Da ultimo segnalo, ma è comprensibile dopo la full immersion comunicativa del governo Conte, la poca presenza del Presidente Draghi sui mass media per comunicare la rotta del governo su Covid ed economia. Sembra che le regioni abbiano ripreso la loro marcia solitaria che già tanti danni ha causato al Paese sia in termini di livelli essenziali di servizi sia per quanto riguardo la crescita del debito pubblico.

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Niente vaccini ai vecchi

In Europa sono stati vaccinati circa il 19% dei soggetti con un’età al di sopra degli 80 anni.

Cosa ci dice questo dato.

Innanzitutto la miopia politica di aver regionalizzato un bene pubblico come la salute dei cittadini. La salute dico, non la cultura o l’approvvigiomento di beni e servizi o altro settore non decisivo per la vita delle persone.

La salute, con l’affidamento alle regioni, è diventata la maggiore fonte dei voti per i politici, attraverso la nomina dei cosiddetti manager della salute, mediante la creazione delle società partecipate dove assumere dietro segnalazione politica i soliti figli dei notabili, come nell’ottocento o nel medioevo.

E pensavamo che una rete sanitaria di questo tipo potesse salvarci dal virus?

Se lo Stato non ha le competenze che occorrono in caso di pandemia è uno Stato destinato al fallimento. Ma come, in economia, appena una società privata, per le sue inefficienze, va in fallimento lo Stato rileva subito i debiti e risolve la situazione con i soldi pubblici mentre, in campo sanitario, per un anno intero lo Stato assiste impotente al caos regionale nella somministrazione dei vaccini.

Si dice, ma l’Italia è quella dei campanili, delle piccole e medie imprese, del salviamo l’occupazione, dell’offerta di reddito ai giovani che non trovano lavoro e via discorrendo.

Resta il fatto che in un settore vitale come quello sanitario vigono le regole del capitalismo nostrano. Se devi fare una radiografia, nell’ospedale pubblico la fai dopo mesi, nella clinica convenzionata dopo qualche giorno. E’ così da decenni e nessuno se ne accorge o grida. Gli influencer che spiegano come funzionano i programi per soddisfare le esigenze pratiche dove sono, cosa fanno dei milioni di euro che racimolano per far vedere come sono bravi a vivere illudendo i giovani che si può ottenere tutto facilmente. E i giornalisti? Ah già magari il giornale è di proprietà di un’impresa sanitaria. Ai privati i settori redditizi, allo Stato i rami secchi. Il debito italiano è il risultato.

In questo quadro cosa vuoi che importi se gli ultraottantenni o i soggetti fragili non siano vaccinati, come disse qualche tempo fa un ispirato politico, sono fuori dal ciclo produttivo.

Questa è la società al declino. Quando si lasciano indietro i vecchi perchè non sono più nella produzione vuol dire che i consociati hanno buttato all’aria le basi stessa della civiltà.

Altre civiltà cresceranno, con enorme progresso. Quelle che sapranno salvaguardare tutti i consociati, che faranno figli pensando al futuro anche senza avere grandi possibilità economiche ma con il chiodo fisso di far parte di un insieme più grande che li tutelerà sempre.

In occidente è sufficiente guardare quello che succede dentro un allevamento intensivo di animali. Fragilità, morte giovane, eliminazione dei più vecchi e i malati. Vaccini sempre più inefficaci.

Vogliamo arrivare a questo? Vogliamo il pollo senza ossa? Creeremo un pollo fatto così? L’agnello arrostito ancora lattante non era prerogativa della nostra civiltà ancora barbara? Ma allora avevano solo quello da mangiare. Come trattiamo la natura e gli animali rappresenta il sentiment di un popolo.

Poi ci meravigliamo che ai morti di Covid non facciamo nemmeno il funerale. La morte è stata espunta dalla nostra vita. La fila di camion con le bare ci ha risvegliato dal torpore. Ma poi tutto è ripartito come prima. Abbiamo riflettuto quanto? Un giorno, due.

Vuol dire che l’egoismo ha prevalso, la pagnotta da tempo ha sostituito l’anima di ciascuno di noi. E il futuro, ricordiamocelo, sarà tutt’altro che roseo.

Oggi il problema degli italiani è cosa fare a pasquetta. E i politici studiano come recuperare i vaccini, scoprendo che le società straniere furbastre li confezionano sul nostro territorio e poi li riesportano. Hai capito, abbiamo i vaccini in Italia ma non li possiamo toccare. A questo punto non saprei proprio dire da dove provengono l’insalata, l’olio o il tonno che fanno parte della nostra alimentazione. E non venitemi a parlare di tracciamento dei beni in Europa. Non funziona, punto.

Questa baraonda è il mercato del terzo millennio? No grazie.

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La rondine sotto il tetto. — Tra Italia e Finlandia

La rondine sotto il tetto. — Tra Italia e Finlandia