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Natura e città

Montefiascone (VT)

Il Lago di Bolsena

Un bel servizio del TGR (BELLITALIA), di qualche ano fa, ma interessante.

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Politica pubblica amministrazione

I nonni italiani: i veri eroi

Chi ci ha salvato

Non disdegnano il rischio. Loro, quelli che oggi hanno più di 80 anni, hanno fatto l’Italia dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale, hanno posto le basi di una collocazione in occidente del nostro Paese non senza lotte interne.

Il Covid lo hanno affrontato rischiando, ben sapendo che l’Italia che ci ha regalato il berlusconismo e le varie egoistiche leghe assecondati dalla sinistra in tutt’altre faccende affaccendata, non è una società a misura di mamme e bambini.

Qualcuno ha rifiutato persino il vaccino sostenendo che è più importante farlo alla propria figlia che rischia il posto di lavoro.

Che altro si può chiedere ai nonni italiani?

Ma non vediamo che i più giovani sembrano usciti or ora dalla Luna, e non hanno nessuna intenzione di rinunciare alla propria confort zone fatta di cellulari e cazzeggio. E la colpa non è loro, siamo noi che li abbiamo educati così menefreghisti.

Si dice: è la DAD e la pandemia che li hanno ridotti così. No sono i genitori, assenti o intenti a chattare sul cellulare di minchiate. Poi come non considerare che tanti rapper italiani soffiano sul fuoco come faceva anni addietro Eminem. Poi non ci lamentiamo se qualcuno cerca lo sballo e ci rimette la vita.

Si dice ancora: il rap tira fuori cose che stanno già nel disagio giovanile. Può essere ma allora è la società malata fin nel midollo. I giovani sono il futuro, quelli a cui vorresti lasciare il testimone di ideali nobili.

Ma non è così: ancora ci si divide su quello che è successo con il terrorismo rosso e nero.

Fino a che punto possiamo giustificare l’uso delle armi e la negazione di vite umane e affetti?

Ecco: noi abbiamo sulla coscienza la vita di tanti nonni che hanno pagato l’aver costruito un sistema sanitario che non li ha tutelati e non li tutela, perchè sono fuori dal ciclo produttivo. Ed una falsità: senza i nonni la mamma non lavora, senza la pensione dei nonni le famiglie non vanno avanti, senza i nonni non passano gli ideali positivi.

La sanità è finalizzata a piazzare manager graditi alla politica, imprese contigue alla stessa, alla fine a far arricchire le strutture private. Lo sanno tutti. Ma proprio per essere di dominio comune finisce per essere un non-problema.

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Largo ai giovani, anzi no

Questo slogan ha permeato le ultime campagne elettorali, soprattutto da parte di coloro che si pongono contro il cosiddetto regime partitico.

Per la verità i vecchi partiti sono scomparsi da tempo, almeno fin da quando le indagini della magistratura milanese, tollerante fino ad allora, ha deciso di scoperchiare il vaso di pandora delle tangenti riscosse dai partiti sugli appalti pubblici.

Molti giovani politici sono ascesi alla ribalta e con onestà, il più delle volte, hanno svolto i compiti istituzionali loro assegnati. Prova ne sia l’assenza di arresti eclatanti o altri interventi della magistratura che ha si è limitata a continuare le indagini nei confronti dei politici già invischiati nel malaffare.

Quindi se non altro da questo lato si è fatto un passo avanti.

Tuttavia la storia è nota per gli eterni ritorni. Ed allora ecco che la crisi del covid ha fatto risalire le quotazioni di quei politici che hanno collegamenti con il mondo economico, in particolare con quei faccendieri in grado di assicurare sostegni economici ed elettorali.

Dal lato della giustizia si cerca di assicurare una sorta di impunità per chi fa politica, partendo dai problemi interni che la magistratura stessa ha mostrato di avere nell’assegnazione delle cariche direttive delle procure italiane più importanti.

Si fanno saltare tutti i paletti che permettono un controllo preventivo sull’assegnazione e la gestione degli appalti pubblici in nome della celerità negli interventi, posticipando ad opera finita i controlli di regolarità.

Per cui le opere pubbliche subiranno una lievitazione dei costi con il rischio che non vedano mai la realizzazione completa.

Questo scenario intravediamo nel momento in cui l’Europa ci fornirà ingenti risorse finanziarie e la vecchia politica sembra destinata a prendere di nuovo il potere. I giovani, si spera, tornino a studiare per essere pronti per una nuova chance che sicuramente si presenterà negli anni a venire.

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Ha ragione Keane

Mettere nelle mani di ragazzi appena diciottenni il peso di tirare un rigore che vale il titolo europeo è da irresponsabili – quando si riprenderanno?

Roy Keane ha commentato su ITV la finale persa dall’Inghilterra contro l’Italia a Wembley. L’ex calciatore ha preso di mira soprattutto Sterling e Grealish, dichiarando: “Se sei Sterling o Grealish non puoi stare lì seduto e permettere che un ragazzino vada a tirare il rigore decisivo prima di te. Non puoi. Non puoi sederti e vedere un ragazzino, di 19 anni, timido, che cammina davanti a te senza fare niente quando hai giocato molto più calcio di lui, molte più partite, hai molta più esperienza”. 

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I ritorni al popolo

Il referendum abusato

Monumento ai fratelli Cairoli – Trinità dei Monti – Roma

In Italia appena si pone un problema si deve tornare al popolo che, per la verità, non ama queste chiamate da parte di soggetti politici che hanno chiesto di essere votati proprio perchè si ritengono capaci e meritevoli di risolvere i problemi del popolo.

Ora il problema sorto è quella della giustizia. Qualcuno che prima faceva parte del sistema di spartizione delle cariche ha deciso di vuotare il sacco e allora si sono scatenati molti politici i quali, gridando allo scandalo, chiedono che sia il popolo a decidere se i pubblici ministeri debbano restare autonomi o vadano ricondotti sotto il potere politico.

Insomma non è sufficiente che la politica si spartisca ASL, posti a cattedre, livelli di direzione nei ministeri o nelle società partecipate, le direzioni dei giornali e della RAI, no, siccome c’è da spartire qualcosa anche nella giustizia allora la politica non può essere tenuta all’oscuro ma vuole partecipare alla spartizione delle cariche.

Così, dato che i pubblici ministeri sono troppo indipendenti e in alcune procure si decide chi va perseguito e chi no, occorre tornare dal popolo così da fornire ai politici anche la delega su chi deve comandare nei tribunali.

E si fa di ogni erba un fascio. Si dimenticano i magistrati morti di mafia, quelli che hanno pizzicato proprio i politici a spartirsi le mazzette per le commesse pubbliche, quelli che continuano il proprio lavoro nonostante le pressioni giornaliere.

Si dice: nessuno vuole fare il sindaco. Grazie si sa cosa chiedono gli apparati dei partiti e movimenti in cambio. Sostegni economici e spartizioni di posti direzionali. Lo sanno tutti. E’ chiaro che si vuole sterilizzare il lavoro dei magistrati e porli sotto il controllo politico.

Che fine fa la divisione dei poteri? Vogliamo permettere ai soggetti che oggi si pentono delle loro malefatte di infangare anche i magistrati che fanno onestamente il proprio lavoro?

Il popolo con le elezioni ha deciso chi delegare e l’eletto deve risolvere ogni questione che gli si pari davanti, altrimenti a casa, torni alla sua occupazione ordinaria.

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Egan Bernal ha vinto la 104a edizione del Giro d’Italia, Filippo Ganna ha trionfato nell’ultima tappa con arrivo a Milano —

Egan Bernal della Ineos Grenadiers ha vinto la 104a edizione del Giro d’Italia, conquistando la Maglia Rosa e alzando al cielo il Trofeo Senza Fine nella magnifica cornice del Duomo di Milano, traguardo della 21a e ultima tappa, una cronometro di 30,3 km con partenza da Senago, che ha visto trionfare Filippo Ganna (Ineos Grenadiers). […]

Egan Bernal ha vinto la 104a edizione del Giro d’Italia, Filippo Ganna ha trionfato nell’ultima tappa con arrivo a Milano —
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Palma Campania, lunedì la presentazione del murales dedicato a Giancarlo Siani — NapoliTime | Eventi, Cultura, Personaggi, Politica

L’evento si terrà nei pressi dell’Istituto comprensivo “Vincenzo Russo”, in via Trieste, lunedì 31 maggio alle ore 11 Parteciperà anche Paolo Siani, medico, parlamentare e fratello di Giancarlo, alla presentazione del murales dedicato a Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra nel 1985, realizzato a Palma Campania dall’artista Luca Carnevale. L’evento si terrà nei pressi…

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Unitus di Viterbo prende parte a “Scienza Insieme NET” per la Notte Europea dei Ricercatori — Orvietosì.it

Torna “Scienza Insieme NET” per 4 mesi di scienza e divulgazione. ospite il Premio Nobel per la Fisica Michel Mayor L’articolo Unitus di Viterbo prende parte a “Scienza Insieme NET” per la Notte Europea dei Ricercatori proviene da Orvietosì.it.

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10 cose da fare a Napoli il 2 giugno 2021, la Festa della Repubblica — Napoli da Vivere

Tante cose da fare a Napoli mercoledì 2 giugno 2021: musei, parchi, visite guidate, spettacoli teatrali sempre in sicurezza   Tanti eventi in presenza sempre con la massima prudenza e rispettando le normative in vigore anche mercoledì 2 giugno 2021 tra parchi, musei aperti, visite guidate e spettacoli teatrali.  Di seguito una serie di 10 eventi scelti…

10 cose da fare a Napoli il 2 giugno 2021, la Festa della Repubblica — Napoli da Vivere
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Napoleone: ei fu

5 maggio 1821: moriva Napoleone

Guglielmo Ferrero, un grande intellettuale italiano costretto in esilio dal fascismo e fine studioso del potere, ha rimproverato a Napoleone lo sconquasso portato in Europa dove ha affossato il principio di legittimità ed affermato quello della forza ponendo le basi di un conflitto perenne e insanabile tra i popoli.

Esportare la rivoluzione fu l’avventura di Napoleone, appoggiata non sempre dal Direttorio francese.

Anche il modo di condurre la guerra cambiò rapidamente riponendo in soffitta le regole fino ad allora rispettate dai governi legittimi e dalle loro armate.

Le scorribande napoleoniche finirono per rifornirsi di tutto il necessario spogliando i popoli conquistati, imponendo vessazioni e requisizioni. Molte opere del genio italico e non solo finirono a Parigi.

La rivoluzione francese reclamava sempre maggiori risorse.

La guerra combattuta in modo barbarico era l’unico modo possibile per una Repubblica francese in preda ad una profonda crisi economica che non consentiva il mantenimento di un esercito sterminato per di più operante all’estero.

Come contropartita Napoleone portava il vessillo della libertà dagli orpelli medievali, aprì i ghetti in cui erano rinchiusi gli ebrei, emanò norme per la sepoltura dei morti fuori dalle mura cittadine sopratutto per ragioni igienico-sanitarie, esportò il codice civile.

Insomma portò in Italia il vento illuministico fino a quel momento limitato all’ambito delle correnti di pensiero.

Manzoni, nel suo famoso 5 maggio, scritto in pochi giorni dopo la morte di Napoleone, esprime la sua pietà cristiana per un uomo che lascia la terra, in solitudine, su un’isola sperduta dell’Oceano, ma riconciliato con Dio.

Verrebbe da chiosare che questa è la fine riservata agli uomini della provvidenza ai quali si chiedono gesta sovrumane salvo poi scaricarli e rinnegarli.

Il condottiero Napoleone incute paura quando avanza alla testa del suo esercito, quando entra trionfante a Milano. Viene acclamato dalle forze più avanzate dei popoli europei che vedono in lui la liberazione da regimi oppressivi e oscurantisti.

Molti intellettuali hanno piantato l’albero della libertà inneggiando alle sue gesta, chiamandolo liberatore, salvo poi ricredersi una volta conosciuto il sistema napoleonico-francese non meno vessatorio dei regimi spodestati.

Ferrero, da elitista quale era, non può accettare la rivoluzione del popolo che descrive come un “sovrano fanciullo, capriccioso e innocente, bonario e crudele, facile vittima, per pochezza di mente e per rude semplicità di passioni, della furberia e dell’impostura”.

Se questo popolo si porrà al seguito di personaggi violenti e arrivisti condurrà gli stati alle peggiori dittature, distruggerà la legittimità del potere e utilizzerà come strumento di governo la paura.

Sappiamo poi come la storia, invaghitasi delle passioni più violente, abbia lasciato sul campo una lunga e densa scia di sangue.

Quale monito? Oggi non è vero che siamo al riparo da certe involuzioni. Ogni nazione ha i missili puntati sulle sue città più popolose. Si studiano sistemi di guerra sempre più sofisticate. L’ONU, strumento di pacificazione mondiale, sembra alquanto paralizzato da veti incrociati. In Russia e in Cina i Presidenti hanno pensato bene di farsi nominare a vita, evitando coì qualsiasi vaglio democratico, e non è cosa da poco. Basta vedere gli effetti su stampa, social network e opposizione interna continuamente sorvegliati, censurati e incarcerati.

La democrazia resta il migliore sistema di governo possibile ma nel mondo ce n’è sempre meno.