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Cultura

Il lago

Sguardi vermigli

dietro i vetri di un’auto nera

seguono gli spasmi

di un giorno alla fine.

Crepuscolo di noi,

immersi in mille strade

luccicanti di pioggia.

Che cade su Roma gocciolando,

formando rivoli sinuosi.

E tu, con i capelli bagnati,

lasciati andare, arriveremo al lago,

al riparo dei venti.

Non farti confondere da stupidi

anfitrioni, soltanto lì, con me,

potrai anche morire.

Roma, 21 dicembre 2000

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Battuta del giorno col caffè — Racconti brevi di vita quotidiana ( spero allegri ed umoristici) aforismi pensieri idee di un allegro pessimista

“Le piace il nostro caffè? ” ” Lo zucchero è buonissimo” (Robgere Twitter) Per prendere un caffè e tradire la moglie c’è sempre tempo. (Totò) Ogni mattina porto il caffè a letto a mia moglie. Tutto ciò che deve farlo è macinarlo. (Pierre Desporges) Tutto passa a questo mondo, salvo il caffè nei cattivi filtri.(Alphonse […]

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Momenti poetici: Ada Negri, “La passerotta”, analisi di Elvio Bombonato — Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

LA PASSEROTTANel silenzio di ghiaccio,fra il candore della ramaglia,che è tutta un arabesco d’argento,nel grigiore basso del cielo,or sì or no mi giungeil cinguettìo d’una passerotta. Garrulo quale filo d’acqua tra sassi,acuto e solo,nell’immacolata fissità del giorno. ADA NEGRI Il cinguettìo dell’uccellino nel freddo inverno assomiglia al rumore, allegro e acuto, dell’acqua della sorgente. Poesia […]

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Nasce Panisperna 220, la nuova libreria nel cuore di Monti — The Parallel Vision

Nasce Panisperna 220, la nuova libreria nel cuore del Rione Monti Si chiama Panisperna Libreria 220 ed è stata inaugurata venerdì 8 ottobre alla presenza di tantissime persone accorse a dare il benvenuto a uno spazio culturale che senza dubbio mancava a un Rione importante e pieno di storia come Monti. Panisperna 220 è una […]

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Natura e città

Roma è morta

Non più ardore,

passi da gigante o

idee massime,

tutto è morto.

Forse Roma ha messo la pietra

definitiva; non un passero che sapeva raccontarti

il giorno, nè la volpe che, intricante tra gli anfratti,

guidava i piccoli;

non più canne, tutto è immobile,

ma per quanto?

Roma, 18 dicembre 2000

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Cultura Natura e città

Sui social

Gara a chi la dice più grossa usando parole devastanti

Scopriamo che gran parte dei social, almeno quelli più in voga, tendono a tenere in piedi siti e profili che sparano a zero su tutto, apostrofando questo e quello, deridendo, minacciando, offendendo

pesantemente, in specie, se si tratta di donne che hanno l’unica colpa di aver messo la testa fuori di casa non accontentandosi del ruolo di ancella dell’uomo.

La ritrosia a bannare questi profili sembra discenda dal fatto incontestabile che proprio gli sproloqui più esasperanti generano maggiore traffico e discussioni con la conseguenza che la pubblicità, in virtù del principio pecunia non olet, vada alla ricerca è proprio dei post con maggiore affluenza di dibattito o di sostegno/opposizione.

La politica rincorre, senza dichiararlo, questi trend, utilizzando chiaramente un linguaggio meno violento ma dai toni certamente non pacati, forieri di venti di guerra. Per la verità su questa strada si stanno ponendo persino stimati filosofi malati di protagonismo televisivo. Sono in TV ergo sunt.

In questo quadro gli osservatori che ragionano, vale a dire i mass media classici come i giornali stampati o on-line, fanno fatica a raggiungere il cosiddetto “popolo”. Così si assiste ad una degenerazione generalizzata che può fare, a breve e medio termine, solo danni sulla convivenza civile.

Approndire significa perdere tempo, chi lo fa viene tacciato di supponenza, e i temi più delicati vengono trattati come normali argomenti di dibattito pubblico. E gli ascolti aumentano grazie al fatto che, ad esempio, i temi della nostra salute ci riguarda tutti.

Non ci meravigliamo però che l’asservimento di ogni cosa al dio denaro, generi i mostri che ogni tanto hanno l’onore della cronaca.

Ragazzini che si uccidono in diretta sui social, figli che uccidono i genitori per ottenere subito l’eredità, il crescere di un’ignoranza diffusa e il regresso sociale verso forme di violenza sempre più sofisticate grazi e all’uso di droghe e nuove sostanze chimiche.

Il culmine di queste tendenze è stato toccato ormai con i video di violenze sulle persone e sugli animali che vengono pubblicati quotidianamente e a nessuno, visto che raccolgono milioni di visualizzazioni, è venuta l’idea che occorrerebbe bannarli.

In nome di una libertà conquistata con enormi sacrifici dai nostri padri si dà la stura agli istinti più bestiali dell’uomo. E la chiamano civiltà: ma mi facciano il piacere.

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Largo ai giovani, anzi no

Questo slogan ha permeato le ultime campagne elettorali, soprattutto da parte di coloro che si pongono contro il cosiddetto regime partitico.

Per la verità i vecchi partiti sono scomparsi da tempo, almeno fin da quando le indagini della magistratura milanese, tollerante fino ad allora, ha deciso di scoperchiare il vaso di pandora delle tangenti riscosse dai partiti sugli appalti pubblici.

Molti giovani politici sono ascesi alla ribalta e con onestà, il più delle volte, hanno svolto i compiti istituzionali loro assegnati. Prova ne sia l’assenza di arresti eclatanti o altri interventi della magistratura che ha si è limitata a continuare le indagini nei confronti dei politici già invischiati nel malaffare.

Quindi se non altro da questo lato si è fatto un passo avanti.

Tuttavia la storia è nota per gli eterni ritorni. Ed allora ecco che la crisi del covid ha fatto risalire le quotazioni di quei politici che hanno collegamenti con il mondo economico, in particolare con quei faccendieri in grado di assicurare sostegni economici ed elettorali.

Dal lato della giustizia si cerca di assicurare una sorta di impunità per chi fa politica, partendo dai problemi interni che la magistratura stessa ha mostrato di avere nell’assegnazione delle cariche direttive delle procure italiane più importanti.

Si fanno saltare tutti i paletti che permettono un controllo preventivo sull’assegnazione e la gestione degli appalti pubblici in nome della celerità negli interventi, posticipando ad opera finita i controlli di regolarità.

Per cui le opere pubbliche subiranno una lievitazione dei costi con il rischio che non vedano mai la realizzazione completa.

Questo scenario intravediamo nel momento in cui l’Europa ci fornirà ingenti risorse finanziarie e la vecchia politica sembra destinata a prendere di nuovo il potere. I giovani, si spera, tornino a studiare per essere pronti per una nuova chance che sicuramente si presenterà negli anni a venire.

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Natura e città

Montefiascone (VT)

Il Lago di Bolsena

Un bel servizio del TGR (BELLITALIA), di qualche ano fa, ma interessante.

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Ha ragione Keane

Mettere nelle mani di ragazzi appena diciottenni il peso di tirare un rigore che vale il titolo europeo è da irresponsabili – quando si riprenderanno?

Roy Keane ha commentato su ITV la finale persa dall’Inghilterra contro l’Italia a Wembley. L’ex calciatore ha preso di mira soprattutto Sterling e Grealish, dichiarando: “Se sei Sterling o Grealish non puoi stare lì seduto e permettere che un ragazzino vada a tirare il rigore decisivo prima di te. Non puoi. Non puoi sederti e vedere un ragazzino, di 19 anni, timido, che cammina davanti a te senza fare niente quando hai giocato molto più calcio di lui, molte più partite, hai molta più esperienza”. 

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I ritorni al popolo

Il referendum abusato

Monumento ai fratelli Cairoli – Trinità dei Monti – Roma

In Italia appena si pone un problema si deve tornare al popolo che, per la verità, non ama queste chiamate da parte di soggetti politici che hanno chiesto di essere votati proprio perchè si ritengono capaci e meritevoli di risolvere i problemi del popolo.

Ora il problema sorto è quella della giustizia. Qualcuno che prima faceva parte del sistema di spartizione delle cariche ha deciso di vuotare il sacco e allora si sono scatenati molti politici i quali, gridando allo scandalo, chiedono che sia il popolo a decidere se i pubblici ministeri debbano restare autonomi o vadano ricondotti sotto il potere politico.

Insomma non è sufficiente che la politica si spartisca ASL, posti a cattedre, livelli di direzione nei ministeri o nelle società partecipate, le direzioni dei giornali e della RAI, no, siccome c’è da spartire qualcosa anche nella giustizia allora la politica non può essere tenuta all’oscuro ma vuole partecipare alla spartizione delle cariche.

Così, dato che i pubblici ministeri sono troppo indipendenti e in alcune procure si decide chi va perseguito e chi no, occorre tornare dal popolo così da fornire ai politici anche la delega su chi deve comandare nei tribunali.

E si fa di ogni erba un fascio. Si dimenticano i magistrati morti di mafia, quelli che hanno pizzicato proprio i politici a spartirsi le mazzette per le commesse pubbliche, quelli che continuano il proprio lavoro nonostante le pressioni giornaliere.

Si dice: nessuno vuole fare il sindaco. Grazie si sa cosa chiedono gli apparati dei partiti e movimenti in cambio. Sostegni economici e spartizioni di posti direzionali. Lo sanno tutti. E’ chiaro che si vuole sterilizzare il lavoro dei magistrati e porli sotto il controllo politico.

Che fine fa la divisione dei poteri? Vogliamo permettere ai soggetti che oggi si pentono delle loro malefatte di infangare anche i magistrati che fanno onestamente il proprio lavoro?

Il popolo con le elezioni ha deciso chi delegare e l’eletto deve risolvere ogni questione che gli si pari davanti, altrimenti a casa, torni alla sua occupazione ordinaria.