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Natura e città

Nel giorno di Maradona

Il Napoli incanta

Nel giorno del “Pibe de Oro” la squadra del Napoli ha regolato la faccenda Lazio a modo suo, quel modo modellato da Spalletti e prima ancora da Sarri stesso.

La Lazio semplicemente era assente, non per colpa sua s’intende. Non riusciva a giocare, gli scambi, in ogni zona del campo, erano gestiti dal Napoli, superbo a centro campo ma eccellente in tutti i reparti. E’ mancato il goal di Insigne ma era prevedibile dal momento che ha corso in ogni zona del campo trascinandosi dietro gli avversari, aprendo varchi per i suoi compagni.

Mertens, il primo goleador, ha segnato con una semplicità magistrale, girando in porta un tiro che si è alzato e abbassato giusto il tempo di scavalcare il portiere Reina e infilarsi sotto il sette alla sua destra. Poi sono venuti gli altri goals splendidi che hanno mandato Spalletti in un brodo di giuggiole.

Il primo posto in classifica del Napoli suggella il lavoro della squadra e del suo allenatore, non più abituato ad arrivare secondo.

Da segnalare Stanislav Lobotka, giocatore che si è fatto trovare sempre giocabile, smarcato e ottima sponda per impostare o riprendere il gioco. In difesa l’instancabile Koulibaly e Di Lorenzo hanno smorzato agli avversari ogni velleità di tirare in porta.

Il San Paolo poi sembrava il Maracanà con la musica e le coreografie dedicate a Maradona. Ieri sera tutti, ad eccezione della Lazio, si sono sentiti in dovere di dare ai tifosi numerosi una prestazione straordinaria e così è stato.

La rinascita del SUD è cominciata?

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Sulla giustizia

Il tira e molla sulla prescrizione

Come al solito quando si parla di giustizia viene dato mandato a qualche commissione di specialisti più o meno titolati di redigere una legge delega che fissi i principi ai quali si deve poi dare attuazione con decreti legislativi.

Un meccanismo perverso che mai porta a raggiungere gli obiettivi di celerità e snellimento dei procedimenti. Non per colpa delle procedure ma a causa del tira e molla che inizia già dalla redazione delle legge delega sui cardini della riforma.

Per cui i problemi via via sono: la prescrizione, i filtri preprocessuali, le impugnazioni ecc. Insomma si vuole risolvere la lungaggine dei processi con la riforma di alcuni istituti processuali che si è visto, anche in passato, non ha dato i frutti sperati.

Chi vuole riformare davvero la giustizia deve frequentare le aule e le cancellerie dei Tribunali e delle Corti di appello. Da quello che so in regime di pandemia i cancellieri non potevano svolgere il proprio lavoro da remoto, per l’assenza di un’implementazione informatica che rendesse attuabile lo smart working. Nel penale il processo telematico è stato introdotto da poco. Così pure in Corte di Cassazione.

Per cui prima dei massimi sistemi serve una piattaforma informatica che renda possibile la gestione celere dei giudizi, dall’instaurazione fino alla sentenza. Serve inserire giovani nelle cancellerie, più adatti a gestire telematicamente i processi. Serve introdurre giovani magistrati.

Lo scontro sulla prescrizione è il classico cane che si morde la coda.

I giudici sono per dilatarla, dall’altra parte c’è chi vuole limitarla.

I ritardi dell’apparato sono utili a tutte e due le parti. Per i giudici si tratta di trascinare sine die processi difficili che non si vogliono chiudere per tenere sotto controllo alcuni soggetti. Per gli imputati la prescrizione è una delle vie per restare impuniti.

Un meccanismo infernale sul quale si dicono cose non veritiere.

Per esempio si dice che gli imprenditori non investono perchè non c’è certezza del diritto. E’ vero ma ci si dimentica che quel sistema che alla fine porta all’impunità attira gli imprenditori del malaffare, i collusi con le mafie dove i vertici si decidono nelle consorterie delle associazioni più o meno segrete.

In questo sistema fioccano i dossier per delegittimare chiunque voglia riformare davvero il Paese. Continua la guerra per bande, più o meno politiche, per acciuffare gli appalti pubblici, spartirsi i posti direzionali delle partecipate, l’occupazione partitica della Rai e delle altre aziende pubbliche.

Così i più bravi e motivati si fanno indietro e subentrano quelli che sanno aggiustare le cose, siano essi bilanci o guai giudiziari. Gli affaristi che dopo decenni di malefatte si pentono e vuotano il sacco infangando tutti i loro sodali per rifarsi addirittura una verginità.

Ma sono lacrime di coccodrillo dovute al tintinnare delle manette.

Così, alla fine, la riforma del rito civile da poco approvata ha costituito la mediazione possibile del suddetto tira e molla.

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Italia-Francia: 0-1?

Accordo Italo-francese alla fine del settennato

Ad appena sette mesi dalle elezioni in Francia l’ombra lunga dell’ideologo della destra francese, Zemmour, mette le ali al Presidente uscente il quale, in tutti i modi, cerca di arginare il netto calo di consensi che lo vede protagonista.

La firma del trattato, i cui contenuti restano ancora segreti, hanno riunito attorno ad un tavolo il Presidente Mattarella e il Presidente Draghi, una coppia destinata a dividersi alla fine di gennaio 2022.

Le frecce tricolori e francesi hanno volato sul cielo di Roma suggellando l’accordo che pare ricalchi quello già esistente tra Francia e Germania firmato con la Merkel.

Non si sa quanto questo accordo fosse gradito al partito di maggioranza, i 5 stelle, i cui Ministri e dirigenti non si sono visti dalle parti del Quirinale.

Quale significato? Si tratta di un passaggio di consegne tra il Presidente uscente e Draghi, già Presidente della Repubblica in pectore, ovvero una buona ragione per tenere incollato sul colle più alto il Presidente Mattarella?

Lo scopriremo solo vivendo ma i guastatori sono già all’opera per scompigliare i piani di Conte e di Letta. Vedremo se ci riusciranno.

A noi sembra che questo accordo, con le imprese e la grande distribuzione francese stabilmente insediata sul nostro territorio, sià più favorevole ai nostri cugini in possesso di armi e centrali nucleari.

Soltanto a livello turistico potremmo avere un discreto ritorno economico visto che le nostre spiagge rappresentano il naturale sfogo degli europei del nord, stanchi di pioggia e nebbia.

Infine ormai è chiaro che in Europa soltanto l’Italia è riuscita finora a governare l’uscita dal Covid-19 in modo chiaro e ordinato raggiungendo picchi di vaccinazioni impensabili in altre nazioni.

Ciò alletta molti. L’ Italia denuclearizzata e con una modica circolazione del virus è il migliore biglietto da visita per chi vuole trascorrere le vacanze 2022 in pace e in sicurezza dopo un defatigante 2021.

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Il Quirinale sarà libero al termine dei 7 anni

Il Quirinale nella partita a scacchi tra le forze politiche

Ormai è abbastanza chiaro.

Inutile pregare di restare al Presidente Mattarella. Semplicemente nessuno glielo chiede.

Il centrodestra si accinge a sistemare la questione Quirinale in un modo o nell’altro e subito dopo andare alle lezioni per raccogliere i frutti di una politica di lotta e di governo portata avanti fino all’estremo.

Del resto la sinistra, come sempre, dalla storia non ha mai tratto alcun insegnamento. E’ divisa e divisiva e non comprende che fa esattamente il gioco dell’avversario.

Spera, la sinistra, che gli ultimi sondaggi che la vedono crescente nei consensi tengano fino alle elezioni.

Mi sbaglierò ma ormai è chiaro che una nuova legge elettorale è di là da venire.

I 5 stelle, vincitori delle ultime elezioni sanno benissimo che crolleranno. Per questo vogliono dire la loro almeno sul nuovo Presidente della Repubblica.

Invece il fronte di centro destra sa che sarà maggioritario alle elezioni e tenta la spallata anche per sistemare a piacimento la questione Quirinale.

In tutto questo Super Mario non può fare altro, non avendo un proprio partito, che seguire con attenzione l’evoluzione. E’ chiaro che potrebbe essere costretto a lasciare Palazzo Chigi per il Quirinale e a quel punto le sue armi, il suo noto bazooka, potrebbero impaurire quanto una scacciacani.

SuperMario potrebbe però pretendere di scegliere un Presidente del Consiglio almeno fino al 2023, scadenza naturale della legislatura, affidandogli la gestione del PNRR. In sostanza la fine del settennato del Presidente Mattarella porrà seri problemi a superMario, comunque vadano le cose, e non si vedono all’orizzonte stuoli di politici e di opinione pubblica pronti a sostenerlo costi quel che costi.

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Politica

Presidente Mattarella: se può, resti al Quirinale

Il senso dello Stato richiesto alle elite

Massimo rispetto per la volontà espressa di lasciare il Quirinale al termine di un settennato di difficile gestione politica ed emergenziale.
La casa in locazione, il ricordo dell’ex Presidente Leone, la Costituzione e via dicendo ci dicono che è una decisione presa.
Tuttavia Presidente, io non sono nessuno, ma Le chiedo, sommessamente, di restare al proprio posto.
Lei che ha perso un fratello nella lotta alla mafia, Lei che è il dono più bello, in mezzo a tante “minchiate”, che ci ha regalato il Presidente Renzi.
Perchè deve restare?
A febbraio se lascia il Quirinale inizierà per l’Italia un periodo burrascoso, di lotte tra fazioni capitanate da personaggi quantomeno discutibili che operano al riparo dai riflettori.
Ci consenta di arrivare almeno fino al 2023, con la speranza che almeno il virus non farà più paura. Anche la platea di pretendenti al Quirinale forse si farà più definita e verrà scelto il suo successore senza la spada di damocle delle elezioni o dell’incognita di quale sia il futuro del Presidente Draghi che sta conducendo l’Italia fuori dal pantano in cui si trova.
L’Italia si sta riprendendo ora, ma con enormi sofferenze in tutti i settori.
Non si trovano medici che vogliano stare in prima linea, infermieri, non abbiamo strutture sanitarie adeguate.
Nel 2023 la vaccinazione sarà comunque a buon punto e forse avremo nuovi farmaci. Insomma, non abbandoni la nave, Presidente, come hanno fatto altri personaggi persino in Vaticano.
Del resto prima di Lei un altro Presidente è rimasto sul colle supplicato a rimanere al Quirinale per paura del default economico dell’Italia.
Oggi il bene di un popolo distratto, preoccupato e sull’orlo di una crisi di nervi richiede che le elite migliori, come insegnava Guglielmo Ferrero,
mantengano, saldamente, le redini del potere.
In più arriveranno i soldi europei ed è necessario stare in guardia perchè fanno gola a tutti, mafie comprese.
Per questo non può andarsene. Nè Lei nè il Presidente Draghi potete abbandonarci a noi stessi. Non è il momento dei formalismi quali: sette anni sono troppi, i principi costituzionali… La situazione eccezionale che viviamo impone a tutti un alto senso delle istituzioni.
Quando si prende il peso di una Nazione sulle spalle non ci si può sgravare nel momento del bisogno, anche se è formalmente legittimo.
Immagini l’Italia nel 2022 e 2023. Se con il Green pass si sta sfiorando la guerra civile, cosa succederà se le forze populiste prendessero il sopravvento cavalcando, come sanno fare bene, gli impulsi più retrogradi del popolo, quello del bar, del “che c’è nel vaccino?”, del complottismo e del terrapiattismo. L’assenteismo nelle elezioni denota una forte disaffezione di parte consistente della popolazione nei confronti della politica.
Presidente resti al suo posto e la storia non lo ricorderà per il rifiuto di continuare nelle funzioni presidenziali – si sa le masse hanno memoria corta – ma per quello che è, una persona degna, preparata e onesta al servizio dell’Italia.

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Cultura

Il lago

Sguardi vermigli

dietro i vetri di un’auto nera

seguono gli spasmi

di un giorno alla fine.

Crepuscolo di noi,

immersi in mille strade

luccicanti di pioggia.

Che cade su Roma gocciolando,

formando rivoli sinuosi.

E tu, con i capelli bagnati,

lasciati andare, arriveremo al lago,

al riparo dei venti.

Non farti confondere da stupidi

anfitrioni, soltanto lì, con me,

potrai anche morire.

Roma, 21 dicembre 2000

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Battuta del giorno col caffè — Racconti brevi di vita quotidiana ( spero allegri ed umoristici) aforismi pensieri idee di un allegro pessimista

“Le piace il nostro caffè? ” ” Lo zucchero è buonissimo” (Robgere Twitter) Per prendere un caffè e tradire la moglie c’è sempre tempo. (Totò) Ogni mattina porto il caffè a letto a mia moglie. Tutto ciò che deve farlo è macinarlo. (Pierre Desporges) Tutto passa a questo mondo, salvo il caffè nei cattivi filtri.(Alphonse […]

Battuta del giorno col caffè — Racconti brevi di vita quotidiana ( spero allegri ed umoristici) aforismi pensieri idee di un allegro pessimista
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Momenti poetici: Ada Negri, “La passerotta”, analisi di Elvio Bombonato — Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

LA PASSEROTTANel silenzio di ghiaccio,fra il candore della ramaglia,che è tutta un arabesco d’argento,nel grigiore basso del cielo,or sì or no mi giungeil cinguettìo d’una passerotta. Garrulo quale filo d’acqua tra sassi,acuto e solo,nell’immacolata fissità del giorno. ADA NEGRI Il cinguettìo dell’uccellino nel freddo inverno assomiglia al rumore, allegro e acuto, dell’acqua della sorgente. Poesia […]

Momenti poetici: Ada Negri, “La passerotta”, analisi di Elvio Bombonato — Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava
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Nasce Panisperna 220, la nuova libreria nel cuore di Monti — The Parallel Vision

Nasce Panisperna 220, la nuova libreria nel cuore del Rione Monti Si chiama Panisperna Libreria 220 ed è stata inaugurata venerdì 8 ottobre alla presenza di tantissime persone accorse a dare il benvenuto a uno spazio culturale che senza dubbio mancava a un Rione importante e pieno di storia come Monti. Panisperna 220 è una […]

Nasce Panisperna 220, la nuova libreria nel cuore di Monti — The Parallel Vision
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Natura e città

Roma è morta

Non più ardore,

passi da gigante o

idee massime,

tutto è morto.

Forse Roma ha messo la pietra

definitiva; non un passero che sapeva raccontarti

il giorno, nè la volpe che, intricante tra gli anfratti,

guidava i piccoli;

non più canne, tutto è immobile,

ma per quanto?

Roma, 18 dicembre 2000