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Grazie Giuseppe Conte

Lasciato andare via da Palazzo Chigi dai soliti magheggi del potere non vorrei essere stato mai nei suoi panni quando il 9 marzo 2020 fu deciso di chiudere tutto per la pandemia da Covid.

Rivaluto anche il portavoce Rocco Casalino che lo ha aiutato a costruirsi un’immagine rassicurante di “padre che sa” a fonte di una popolazione angosciata da una situazione imprevedibile.

Di certo a lui non sono arrivati avvisi di garanzia nè per aver violato la legge nè per essersi appropriato di un euro, almeno finora nessuna procura si è mossa ad eccezione del blocco degli sbarchi dalle navi cariche di migranti.

Allora perchè non farlo continuare?

E’ mancato il respiro del domani, del cosa fare per i giovani, per i ragazzi che hanno bisogno di continui rinforzi per applicarsi nello studio pensando ad un lavoro futuro.

Aver puntato sull’assistenza e basta, questo a mio parere il limite della Presidenza Conte, aver destinato in massima parte a questo fine circa 160 miliardi nel 2020. Un debito enorme che mettiamo sulle spalle dei giovani.

Ma ora non sarà facile perchè occorrerà comunque continuare con i ristori ma al tempo stesso investire in settori che facciano ripartire l’economia. E non c’è nulla di scontato.

Quindi grazie Presidente Conte soprattutto per aver districato la matassa Salvini, Renzi, Di Maio, matassa lasciata in eredità a Mario Draghi. Vedremo.

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La meraviglia dei bambini

Acquario Genova
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Televisione e politica

Mi capita che a cena, generalmente, sia accesa la TV sulle notizie e poi, nella cosiddetta prima serata, si passi alla telenovela “Un posto al sole”, girata a Napoli.

Giuliano Bonfante, un grande linguista italiano

Subito dopo i telegiornali c’è tempo di sentire cosa dicono alcuni politici e giornalisti sui temi del giorno.

Ecco mi pare che questi passaggi di immagini e parole (ieri sera c’era Martelli, Casini e altri) mi inducono a riflettere sulla distanza che c’è con i problemi e le esigenze della gente reale. E dire che al potere ci sono i cosiddetti populisti, quelli che nel 2018 sono stati scelti come tribuni del popolo, quelli che tuonavano contro tutto e tutti.

E ha ragione Renzi, dal 2018 ha fatto e disfatto tutto lui. Forse è il caso che si riposi, lo ha fatto anche Dio. Forse Italia Viva ha idee troppo innovative (vedi il referendum) e, peraltro, il volerle imporre a tutti appare irragionevole. Inoltre, il continuo tintinnare delle manette del “Fatto quotidiano” incute un certo timore e un Ministro come Bonafede non è certo rassicurante per tutti coloro che hanno qualche pendenza.

Tornando alla TV, possibile che in tutti questi mesi di pandemia non abbia saputo reinventarsi.

Con la gente costretta a casa è stata sprecata un’occasione d’oro per tentare di proporre temi più formativi rispetto alla solita pappa di ore e ore di evasione dal reale.

Si dice: ma la gente non ne può più dei problemi. La TV serve da reset, fornisce momenti di piccole gioie, storie a lieto fine.

Sì ma la RAI che viaggia su un budget vicino ai 25 miliardi, oltre che ad assicurare gli elevati stipendi alla dirigenza e al personale, dovrebbe servire appunto “il popolo” non in maniera passiva. Allora perchè non prevedere momenti di formazione, pillole culturali che facciano parlare gli esperti di informatica (l’Italia è agli ultimi posti per rete veloce e competenze), delle opere dei nostri intellettuali, dei nostri cosiddetti cervelli, dell’apprendimento delle lingue. Anche qui bisogna fare delle scelte. Se si va avanti con l’auditel succede come nella politica. L’ignoranza la fa da padrona e impone a palinsesti, politici e persino ai musicisti di abbassarsi ai voleri della pancia della Nazione. Ma si sa, i programmi sono funzionali alle entrate pubblicitarie. E’ il popolo che compra le auto e via dicendo. Quindi abbassiamo il livello e avremo il mix giusto per far passare i messaggi pubblicitari.

Insomma non se ne esce.

Ma un’elite che si ritenga tale deve guidare, indirizzare e formare le masse, non esserne succube. E non è detto che un pizzaiolo sia il migliore rappresentante dei pizzaioli nè che distribuire soldi significa aiutare le categorie colpite dalla crisi a risollevarsi. Senza contare le cambiali che mettiamo sulla strada delle giovani generazioni. Ci vogliono investimenti in opere che restino negli anni in uso al Paese e giustifichino quelle cambiali.

In tempi ormai lontani la trasmissione “Non è mai troppo tardi” permise a tanti analfabeti di progredire.

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Buio a Ponte Milvio

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Riscaldiamoci un pò

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Renzi: proviamo a dipanare la matassa

Per prima cosa: ho perso il filo della riforma elettorale. A quanto ne so se si va alle elezioni a primavera ci sarà una soglia di sbarramento e il taglio dei parlamentari. Ciò avrà riflessi sull’elezione del Capo dello Stato nella primavera del 2022, vale a dire fra un anno e qualche mese. Inoltre su questa elezione peserà il fatto che la maggioranza delle regioni si in mano del centrodestra.

Non mi pare che la legge elettorale sia andata in porto proprio per la ferma opposizione di Italia Viva e che resti in vigore il Rosatellum.

Quindi per quale ragione Iv doveva restare entro uno schieramento senza prospettive per la sua forza politica? Difficilmente Zingaretti garantirebbe a Renzi gli attuali deputati e senatori che ha strappato al PD senza passare per le urne. Di certo Iv, per quello che propone (il ponte sullo stretto ad es.), si tratta di una forza politica più vicina a Forza Italia e Berlusconi il quale, in caso di elezioni politiche, probabilmente assicurerebbe al toscano e ai suoi onorevoli maggiori chance di rielezione.

In questo modo Renzi pensa di restare l’ago della bilancia anche per l’elezione del Capo dello Stato. Le elezioni politiche ricondurrebbero i cinque stelle in una rappresentanza entro il 20% come le altre forze politiche maggiori. Non potrebbero più imporre il loro Presidente del Consiglio, per Conte sarebbe la fine della sua esperienza.

Così si consumerebbe anche la vendetta nei confronti di chi ha sbandierato sui giornali i guai giudiziari di Renzi e di tutti i giustizialisti che albergano nella sinistra e non solo. Per questo, al fine di contrastare il progetto, Grillo che lo definiva “ebetino” chiedo aiuto a tutti per un governo di larghe intese che scongiuri le elezioni anticipate. Difficilmente però le altre forze politiche potranno accettare l’invito da parte di chi ha detto peste e corna di loro e del loro sistema di potere.

Insomma forse bisogna prepararsi alle elezioni che secondo i pronostici sono a favore del centrodestra che, attento Matteo toscano, non è favorevole all’Europa e al MES. Vale la pena impegnarsi così tanto per un ponte?

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#MiVaccinoPerché: più di cento medici e personaggi famosi aderiscono alla campagna pro-vax di “Elisir” —

Da alcune settimane è partita la campagna di vaccinazione per sconfiggere la pandemia da Covid-19. Il nostro Paese è tra i primi in Europa per numero di vaccinazioni effettuate e questo fa ben sperare per il futuro. Elisir, il programma di medicina di Rai3 condotto da Michele Mirabella e Benedetta Rinaldi, è al fianco del […]

#MiVaccinoPerché: più di cento medici e personaggi famosi aderiscono alla campagna pro-vax di “Elisir” —
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I ricchi e i social

L’esperienza americana di questi giorni, mi riferisco alla successione democratica alla Presidenza degli Stati Uniti, ci fa capire cosa c’è dietro il mondo dei social.

Intanto che le “mani forti”, siano essi politici, multinazionali o privati anche in ambito social, usano questi strumenti per raggiungere e mantenere il potere. Si tratta di un coacervo di interessi. Appena Twitter ha bannato Trump il mondo della destra ha abbandonato la piattaforma e così hanno fatto molti investitori che hanno venduto le azioni di Zuckerberg.

Il post sui social elimina l’intermediazione giornalistica tra politica e masse, è veloce anche quando si tratta di una fake news che difficilmente potrà essere confutata con eguale velocità.

Le mani forti del capitalismo da tempo hanno compreso il valore economico dell’informazione e della politica. Chi commercia nel mondo dello spettacolo e informativo ha bisogno del seguito delle masse instupidite dai social. Ogni giorno bisogna trovare un nemico da lapidare in pubblico. Si trova sempre uno Stato canaglia su cui indirizzare gli strali di un popolo ondeggiante e indeciso sulle responsabilità. E i furbi, quelli che che si sono fatti da soli magari non pagando le tasse o con operazioni finanziarie coperte da politici compiacenti, vanno per la maggiore. Quelli sono gli eroi moderni.

In tempo di pandemia ancora di più. Ormai i politici sono talmente svalutati che non riempiranno più le piazze. Soltanto Grillo qualche anno fa ancora ci riusciva perchè tuonava e ridicolizzava tutti i politici dell’epoca. Oggi non so se ancora ci riuscirebbe.

Allora quando cambia il vento, i ricchi di ogni Paese che temono una redistribuzione della ricchezza magari con una patrimoniale o altri strumenti come una sanità assicurata a tutti, si fanno prendere dal panico e aizzano all’insurrezione orde di “patrioti” che accettano gli autobus e le stanze di albergo da 200 dollari tutto spesato per combattere il tradimento delle elezioni, per qualche ora di notorietà.

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Società per azioni e democrazia

In molti si sono levati a difendere la posizione del Presidente americano uscente di fronte all’iniziativa di bloccarne i profili sui social. Si è visto come la famiglia intera avesse seguito sulla televisione le immagini dell’assalto a Capitol Hill, quale compiacimento traspare per le violenze compiute dai “patrioti” di Trump. Mentre dentro il Congresso si consumavano crimini e la Nancy Pelosi aveva il suo da fare per ristabilire l’ordine infranto l’unico responsabile di quanto avveniva se la godeva con i suoi familiari.

Le voci liberali si sono levate per gridare alla scandalo nel momento in cui è stato deciso da un’azienda privata (Twitter ma non solo) ha bloccato i profili di Trump che contavano 88 milioni di followers.

Adesso che Trump si è iscritto ad un’altra piattaforma conta 500 mila followers. Tuttavia è innegabile che in America abbia al seguito la metà del Paese.

Quanti di noi abbiamo sorriso dei twit di Trump durante la sua Presidenza ritenendoli perlomeno innocui. Quanti hanno ritenuto che chiamare Biden “dormiente”, in fondo, era quasi un vezzegiativo accettabile.

Chi ha visto Joker forse riesce a seguire meglio il discorso, in particolare come la disperazione e l’isolamento sociale possano saldarsi con movimenti violenti contro tutti e tutti, ma soprattutto contro i ricchi.

Trump è riuscito a nascondere il suo essere ricco, padrone di un intero grattacielo al centro di New York. Lui che dopo aver scritto i suoi twit violenti amava farsi una partita a golf è riuscito ad intercettare i sentimenti di quell’America che avversa i neri, gli ebrei rei di saper gestire la finanza, i giornalisti al soldo del poter finanziario. I Democratici di Biden sarebbero la massima espressione di queste componenti della società statunitense.

Libertà è la parola più usata anche per disapprovare l’uso delle mascherine, l’utilizzo dei vaccini e quant’altro. Così una cinquantina di disoccupati e disperati sono finiti in galera mentre Trump, il mandante, promette di mettere in piedi una nuova piattaforma informatica da cui ricominciare con le sue invettive e messaggi intimidatori.

Cosa ci insegna la vicenda.

Se la politica diventa uno sbocco per chi non ha nè arte nè parte ovvero per coloro che furbi e scaltri sanno lusingare e propagandare gli istinti più bassi del popolo non ci si può meravigliare degli approdi odierni. Gli Stati Uniti hanno mostrato di avere gli anticorpi di saper rispondere a questa deriva. Ma non dimentichiamo che ci sono stati governati sulla paura, sull’odio religioso, sulla soppressione di qualsiasi accenno di critica del regime.

Bisogna tornare ad una scuola della politica che affidi le sorti degli stati a donne e uomini capaci di interessarsi delle migliori virtù del popolo e in grado di dire no alle forme di inciviltà e di violenza che ci riportano alle sopraffazioni e alle ingiustizie.

Da ultimo è chiaro che Twitter abbia sfruttato economicamente i milioni di traffico generato dai post di Trump. E la decisione di bloccarne il profilo, basato sull’incitamento alla violenza – per il 17 gennaio 2021 era già in programma il sequel di quanto accaduto il 6 gennaio – ci fa capire come i proprietari di queste piattaforme digitali, con miliardi di persone connesse, siano già divenuti i veri governanti del mondo e per di più ai fini di lucro. Lo sanno bene i governanti dei sistemi dittatoriali che controllano e bloccano sistematicamente i social.

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Essere vivi

Essere vivi essere vivi ora vuol dire avere sete essere abbagliati dal sole fra gli alberi ricordare all’improvviso una melodia starnutire tenerti per mano

essere vivi essere vivi ora vuol dire minigonna un planetario Johann Strauss Picasso le Alpi vuol dire imbattersi in tutte le cose belle e poi essere attenti e opporsi al male che vi si nasconde

essere vivi essere vivi ora vuol dire poter piangere poter ridere potersi arrabbiare vuol dire libertà

essere vivi essere vivi ora vuol dire un cane che abbaia in lontananza ora la terra che sta girando ora da qualche parte il primo vagito che si alza ora da qualche parte un soldato ferito ora è un’altalena che dondola ora è l’ora che passa ora

essere vivi essere vivi ora vuol dire il battito d’ali degli uccelli vuol dire il fragore del mare il lento procedere di una lumaca vuol dire gente che ama il tepore della tua mano vuol dire vita

(Tanikawa Shuntaro – Poeti giapponesi, Einaudi – a cura di Maria Teresa Orsi e Alessandro Clementi degli Albizzi)