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Una società al tramonto e le donne

Oggi si ricorda un evento tragico, in cui morirono tante donne che stavano lavorando in una fabbrica. Non so quanti sanno o hanno presente questo significato. Oggi tutto si risolve in un mazzetto di mimose donato alla donna a cui si vuole bene.

La festa delle donne è diventata, come tante altre ricorrenze, un fatto commerciale.

In Italia donne al vertice delle istituzioni non ci sono. Ultimamente forse sta cambiando qualcosa. Avendo meno figli da crescere forse alle donne è data una chance.

Donne preparate che vengano premiate per la loro competenza e professionalità si contano sulle punte delle dita. Ma questo dell’assenza di un sistema premiale coinvolge anche il mondo maschile. Basta farsi un giro per gli uffici pubblici.

Le donne vanno subito in affanno in questa società. Sono tra le prime a laurearsi e le ultime ad entrare nel mondo del lavoro. Nel privato, soprattutto, la donna con la prospettiva di una gravidanza è per il datore di lavoro un handicap che cerca di evitare. Meglio un maschietto meno intelligente che però sta con il sedere sulla sedia. Ci mette di più ma è presente.

Dal lato familiare non è che le cose siano migliori. La donna è chiamata a fare tutto, del resto i maschi sono impegnati sul lavoro e gli svaghi settimanali. Sono loro che parlano con gli insegnanti, sono loro che accompagnano i figli maggiormente, sono le donne che hanno il peso familiare.

I maschi intervengono con le solite conoscenze o quando serve con veri e propri altolà agli insegnanti più audaci.

Così i figli crescono in una sfera di cristallo, tanto ci pensa mamma o papà, e, al primo problema sbattono la testa, quando ormai è troppo tardi, e fanno fatica a rialzarsi.

In una società di anziani e con i giovani superprotetti gli unici che hanno una chance sono i figli di nessuno, quelli che devono darsi da fare, i più negletti come ci insegna l’ultimo Sanremo. Quelli che ce la devo fare perchè non mi aiuterà nessuno e voglio coltivare la mia passione.

Quindi meno mimose, più quote-rosa e spazio alle donne, sono le uniche a poter salvare noi maschietti in tutt’altre faccende affaccendati.

Di Paolo Bevilacqua

Roma, funzionario pubblico, studi di filosofia e diritto, passione per la vita umana in tutte le sue espressioni.

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