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Neri compagni di vita

  
 I Corvi
 Signore, quando i campi sono freddi,
 Quando sui casolari diroccati,
 Tacciono i rintocchi dell'angelus…
 Sulla natura sfiorita
 Fa' che si avventino dai grandi cieli
 I corvi cari e deliziosi.
  
 Strana masnada di severi stridi,
 Il vento freddo vi aggredisce i nidi!
 Oh voi, lungo i fiumi ingialliti,
 Voi, per le strade d'antiche vie crucis,
 Sopra i fossati e sopra le buche
 Disperdetevi, su, radunatevi!
  
 A migliaia, sui coltivi di Francia,
 Ove dormono i morti dell'altro ieri,
 Su, d'inverno, turbinate,
 Affinché ogni passante ripensi!
 Che tu sia il banditore del dovere,
 Oh nostro funereo uccello nero!
  
 Però, santi del cielo, sulla quercia,
 Alta a maestra nella sera incantata,
 Lasciate le capinere di maggio
 Per chi in fondo al bosco, sull'erba
 Da cui nessuno sfugge, è incatenato
 A una disfatta che non ha domani. 

   Arthur Rimbaud

Di Paolo Bevilacqua

Roma, funzionario pubblico, studi di filosofia e diritto, passione per la vita umana in tutte le sue espressioni.

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