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I ricchi e i social

L’esperienza americana di questi giorni, mi riferisco alla successione democratica alla Presidenza degli Stati Uniti, ci fa capire cosa c’è dietro il mondo dei social.

Intanto che le “mani forti”, siano essi politici, multinazionali o privati anche in ambito social, usano questi strumenti per raggiungere e mantenere il potere. Si tratta di un coacervo di interessi. Appena Twitter ha bannato Trump il mondo della destra ha abbandonato la piattaforma e così hanno fatto molti investitori che hanno venduto le azioni di Zuckerberg.

Il post sui social elimina l’intermediazione giornalistica tra politica e masse, è veloce anche quando si tratta di una fake news che difficilmente potrà essere confutata con eguale velocità.

Le mani forti del capitalismo da tempo hanno compreso il valore economico dell’informazione e della politica. Chi commercia nel mondo dello spettacolo e informativo ha bisogno del seguito delle masse instupidite dai social. Ogni giorno bisogna trovare un nemico da lapidare in pubblico. Si trova sempre uno Stato canaglia su cui indirizzare gli strali di un popolo ondeggiante e indeciso sulle responsabilità. E i furbi, quelli che che si sono fatti da soli magari non pagando le tasse o con operazioni finanziarie coperte da politici compiacenti, vanno per la maggiore. Quelli sono gli eroi moderni.

In tempo di pandemia ancora di più. Ormai i politici sono talmente svalutati che non riempiranno più le piazze. Soltanto Grillo qualche anno fa ancora ci riusciva perchè tuonava e ridicolizzava tutti i politici dell’epoca. Oggi non so se ancora ci riuscirebbe.

Allora quando cambia il vento, i ricchi di ogni Paese che temono una redistribuzione della ricchezza magari con una patrimoniale o altri strumenti come una sanità assicurata a tutti, si fanno prendere dal panico e aizzano all’insurrezione orde di “patrioti” che accettano gli autobus e le stanze di albergo da 200 dollari tutto spesato per combattere il tradimento delle elezioni, per qualche ora di notorietà.

Di Paolo Bevilacqua

Roma, funzionario pubblico, studi di filosofia e diritto, passione per la vita umana in tutte le sue espressioni.

3 risposte su “I ricchi e i social”

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