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Tutti al mare

Quando si avvicinavano le vacanze i nostri politici diventavano insofferenti e in molti casi si metteva mano ad un governo cosiddetto balneare, il tempo di far passare agosto.
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Camminare o correre

Tempo fa ho indossato scarpe da ginnastica differenti, mi ero vestito in fretta. Fintanto che si è trattato di camminare anche velocemente è andato tutto bene.

Poi ho cercato di fare qualche scatto ed ecco che le cose si sono complicate. Le differenze tra le due scarpe, la loro reazione diversificata rispetto al variare del suolo mi hanno costretto a fermarmi.

Tutti si chiedono oggi cosa voglia Renzi e perchè si ostini tanto nel rilanciare e voler mandare a casa il Presidente Conte.

Come per le scarpe oggi è divenuto vitale per Renzi e Italia Viva non continuare a camminare soltanto, a vivacchiare, con programmi solo abbozzati e il potere saldamente in mano del Presidente.

Fin che si è trattato di mandare a casa il capo della Lega poteva andare bene un governo di tal fatta.

Ora bisogna correre e impegnarsi fino al 2026. In più ci sarà da cambiare l’inquilino del Quirinale, una questione di non poco conto.

Se si va a votare oggi, con il nuovo sistema elettorale, Renzi non potrà andare da solo. Forza Italia è alla ricerca di un leader, chissà se son rose fioriranno. Sicuramente il suo ego smisurato che lo ha aiutato finora ma lo ha anche impantanato (vedi referendum sul taglio del Senato) non consente a Renzi di continuare a vivacchiare sul lento vaccinarsi degli italiani, sui DPCM, insomma sulla nostra arretratezza che scarica fior di miliardi di debito sui giovani senza che resti qualcosa di tangibile e innovativo oltre ai buffi.

Il paragone con le azioni di Bertinotti a scapito di Prodi non regge. In quel periodo la rigidezza dell’ex sindacalista dei salotti buoni consegnò l’Italia a Berlusconi, il presidente operaio, casalingo, investitore, cantante ecc.

Oggi probabilmente l’Italia verrà consegnata al centrodestra, ma è preferibile forse adesso in piena pandemia che nel 2023 quando ci sarà la ripresa e chi sta al potere potrà beneficiare degli effetti economici.

Questi forse i pensieri dello stratega fiorentino che dorme 4 ore a notte e forse non ha compreso che quando scaricherà la bella deputata, che per chiarezza rispetto e stimo, vedrà il suo seguito salire di molto.

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I ricchi e i social

L’esperienza americana di questi giorni, mi riferisco alla successione democratica alla Presidenza degli Stati Uniti, ci fa capire cosa c’è dietro il mondo dei social.

Intanto che le “mani forti”, siano essi politici, multinazionali o privati anche in ambito social, usano questi strumenti per raggiungere e mantenere il potere. Si tratta di un coacervo di interessi. Appena Twitter ha bannato Trump il mondo della destra ha abbandonato la piattaforma e così hanno fatto molti investitori che hanno venduto le azioni di Zuckerberg.

Il post sui social elimina l’intermediazione giornalistica tra politica e masse, è veloce anche quando si tratta di una fake news che difficilmente potrà essere confutata con eguale velocità.

Le mani forti del capitalismo da tempo hanno compreso il valore economico dell’informazione e della politica. Chi commercia nel mondo dello spettacolo e informativo ha bisogno del seguito delle masse instupidite dai social. Ogni giorno bisogna trovare un nemico da lapidare in pubblico. Si trova sempre uno Stato canaglia su cui indirizzare gli strali di un popolo ondeggiante e indeciso sulle responsabilità. E i furbi, quelli che che si sono fatti da soli magari non pagando le tasse o con operazioni finanziarie coperte da politici compiacenti, vanno per la maggiore. Quelli sono gli eroi moderni.

In tempo di pandemia ancora di più. Ormai i politici sono talmente svalutati che non riempiranno più le piazze. Soltanto Grillo qualche anno fa ancora ci riusciva perchè tuonava e ridicolizzava tutti i politici dell’epoca. Oggi non so se ancora ci riuscirebbe.

Allora quando cambia il vento, i ricchi di ogni Paese che temono una redistribuzione della ricchezza magari con una patrimoniale o altri strumenti come una sanità assicurata a tutti, si fanno prendere dal panico e aizzano all’insurrezione orde di “patrioti” che accettano gli autobus e le stanze di albergo da 200 dollari tutto spesato per combattere il tradimento delle elezioni, per qualche ora di notorietà.

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Società per azioni e democrazia

In molti si sono levati a difendere la posizione del Presidente americano uscente di fronte all’iniziativa di bloccarne i profili sui social. Si è visto come la famiglia intera avesse seguito sulla televisione le immagini dell’assalto a Capitol Hill, quale compiacimento traspare per le violenze compiute dai “patrioti” di Trump. Mentre dentro il Congresso si consumavano crimini e la Nancy Pelosi aveva il suo da fare per ristabilire l’ordine infranto l’unico responsabile di quanto avveniva se la godeva con i suoi familiari.

Le voci liberali si sono levate per gridare alla scandalo nel momento in cui è stato deciso da un’azienda privata (Twitter ma non solo) ha bloccato i profili di Trump che contavano 88 milioni di followers.

Adesso che Trump si è iscritto ad un’altra piattaforma conta 500 mila followers. Tuttavia è innegabile che in America abbia al seguito la metà del Paese.

Quanti di noi abbiamo sorriso dei twit di Trump durante la sua Presidenza ritenendoli perlomeno innocui. Quanti hanno ritenuto che chiamare Biden “dormiente”, in fondo, era quasi un vezzegiativo accettabile.

Chi ha visto Joker forse riesce a seguire meglio il discorso, in particolare come la disperazione e l’isolamento sociale possano saldarsi con movimenti violenti contro tutti e tutti, ma soprattutto contro i ricchi.

Trump è riuscito a nascondere il suo essere ricco, padrone di un intero grattacielo al centro di New York. Lui che dopo aver scritto i suoi twit violenti amava farsi una partita a golf è riuscito ad intercettare i sentimenti di quell’America che avversa i neri, gli ebrei rei di saper gestire la finanza, i giornalisti al soldo del poter finanziario. I Democratici di Biden sarebbero la massima espressione di queste componenti della società statunitense.

Libertà è la parola più usata anche per disapprovare l’uso delle mascherine, l’utilizzo dei vaccini e quant’altro. Così una cinquantina di disoccupati e disperati sono finiti in galera mentre Trump, il mandante, promette di mettere in piedi una nuova piattaforma informatica da cui ricominciare con le sue invettive e messaggi intimidatori.

Cosa ci insegna la vicenda.

Se la politica diventa uno sbocco per chi non ha nè arte nè parte ovvero per coloro che furbi e scaltri sanno lusingare e propagandare gli istinti più bassi del popolo non ci si può meravigliare degli approdi odierni. Gli Stati Uniti hanno mostrato di avere gli anticorpi di saper rispondere a questa deriva. Ma non dimentichiamo che ci sono stati governati sulla paura, sull’odio religioso, sulla soppressione di qualsiasi accenno di critica del regime.

Bisogna tornare ad una scuola della politica che affidi le sorti degli stati a donne e uomini capaci di interessarsi delle migliori virtù del popolo e in grado di dire no alle forme di inciviltà e di violenza che ci riportano alle sopraffazioni e alle ingiustizie.

Da ultimo è chiaro che Twitter abbia sfruttato economicamente i milioni di traffico generato dai post di Trump. E la decisione di bloccarne il profilo, basato sull’incitamento alla violenza – per il 17 gennaio 2021 era già in programma il sequel di quanto accaduto il 6 gennaio – ci fa capire come i proprietari di queste piattaforme digitali, con miliardi di persone connesse, siano già divenuti i veri governanti del mondo e per di più ai fini di lucro. Lo sanno bene i governanti dei sistemi dittatoriali che controllano e bloccano sistematicamente i social.

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Essere vivi

Essere vivi essere vivi ora vuol dire avere sete essere abbagliati dal sole fra gli alberi ricordare all’improvviso una melodia starnutire tenerti per mano

essere vivi essere vivi ora vuol dire minigonna un planetario Johann Strauss Picasso le Alpi vuol dire imbattersi in tutte le cose belle e poi essere attenti e opporsi al male che vi si nasconde

essere vivi essere vivi ora vuol dire poter piangere poter ridere potersi arrabbiare vuol dire libertà

essere vivi essere vivi ora vuol dire un cane che abbaia in lontananza ora la terra che sta girando ora da qualche parte il primo vagito che si alza ora da qualche parte un soldato ferito ora è un’altalena che dondola ora è l’ora che passa ora

essere vivi essere vivi ora vuol dire il battito d’ali degli uccelli vuol dire il fragore del mare il lento procedere di una lumaca vuol dire gente che ama il tepore della tua mano vuol dire vita

(Tanikawa Shuntaro – Poeti giapponesi, Einaudi – a cura di Maria Teresa Orsi e Alessandro Clementi degli Albizzi)

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Il popolo fa il suo dovere, i populisti anche

Nel 2022 ricorrerà il centenario della marcia su Roma.

Non è stato mai ben analizzato come è potuto avvenire che una massa di sbandati delle guerra, qualche giornalista assetato di potere, si siano saldati con i rappresentati del capitale e del latifondo per scongiurare il paventato avvento del comunismo.

Ecco oggi che non si può agitare più quel pericolo si aggira per il mondo lo spettro del coronavirus, per combattere il quale si guarda alla Cina come unica Nazione che, organizzata militarmente, consentirebbe un’efficace contrasto dell’epidemia.

Ecco non vorrei che questo nuovo nemico affossi di nuovo la democrazia che, con tutte le sue difficoltà, è sempre preferibile alla migliore dittatura. E non mi si venga a dire che i DPCM rappresentino un’attività eversiva. E’ quello che può fare un amministratore delegato dell’Italia alla mercé di tutti i suoi azionisti, in specie quelli di minoranza. In altri campi infatti si è parlato di dittatura delle minoranze. Mi ricordo tutti i ricatti che mettevano in piedi i partitini di centro (PLI, PSDI ecc..) della prima repubblica per avere più potere.

Serve responsabilità da parte di tutti. Chi è stato a Palazzo Chigi deve dimostrarne ancora di più. Nè ora valgono gli aforismi di qualche politico della prima ora colpevole di aver ceduto alla Lega nel regionalizzare la nostra Italia in specie la nostra sanità.

In questa guerra al virus ci rimettono proprio i più anziani che ci hanno riconsegnato un’Italia ricostruita dalle rovine della seconda guerra e con un grande potenziale. Tutto ciò è stato distrutto negli anni ’90 dai politici del 10%, dalla fuga dei nostri grandi capitalisti, bravi nel ricevere sovvenzioni ma asini, per fortuna non tutti, nell’introduzione di innovazioni e mecenatismo.

E adesso i vecchi politici, sopravvissuti a tangentopoli, vogliono triturare i giovani portati al governo dall’onda populista. Si facciano da parte. Il popolo potrebbe prendere strade molto più dolorose, poi non ci resterebbe che piangere.

 

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L’albero che non c’è

di Takahashi Mutsuo (2004)

Se vogliamo parlare di un albero che non c’è allora non ci sarà la pallida barba delle radici ad allargarsi sottoterra non ci sarà il tronco possente che si erge fino a toccare il cielo non ci saranno i tanti rami per far riposare gli uccelli non ci sarà il sole che piove a macchie attraverso il fogliame non ci sarà il cielo da cercare tra le foglie alzando lo sguardo non ci sarà la sua ombra proiettata a terra eppure così elencando negazioni nella mia mente si disegna un albero il non essere di un albero che non c’è e l’essere di un albero che c’è si bilanciano l’un l’altro con uguale peso se vogliamo parlare di un albero che non c’è

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“A capodanno festeggia senza di noi… non fare il botto” — Croce Rossa Italiana – Comitato di Molfetta

Come ogni anno, condividiamo con voi questi piccoli ma utili accorgimenti, importanti per trascorrere in serenità queste feste. “A capodanno festeggia senza di noi… non fare il botto”.E ricorda se eviti i botti i nostri amici pelosi saranno felicissimi…#NOaiBOTTI #SIaiBISCOTTI Cosa evitare? Non acquistare botti illegali: non rivolgerti a venditori non autorizzati e segnala alle […]

“A capodanno festeggia senza di noi… non fare il botto” — Croce Rossa Italiana – Comitato di Molfetta
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Due giorni alla fine

Sta arrivando l’ultimo giorno dell’anno e leggo che tutti noi vogliamo mandare a quel paese il 2020.

Speriamo insomma che il 2021 sarà una anno diverso, quello della rinascita europea, del vaccinati tutti, della sconfitta del coronavirus.

Eppure il 2020 va analizzato bene.

Cosa ci ha insegnato.

Intanto che non siamo immuni da infezioni mortali nonostante i progressi scientifici in medicina. Sembra quasi che la natura man mano che riusciamo a curare quasi tutti i malanni che ci affliggono porti avanti un suo studio, un suo progetto. Quello di formare virus superattrezzati per superare le nostre difese.

E vivere alle spalle delle persone, nel loro organismo trovando di che nutrirsi e prosperare.

Esempi di parassitismi si contano a migliaia in natura.

In tema natalizio come non pensare al vischio che noi incautamente forse – pare che le bacche bianche siano velenose – poggiamo sulla nostra tavola imbandita per il cenone.

Si tratta di una pianta che vive attaccata ad altri alberi, in particolare quelli da frutta. Al vischio si attribuiscono diversi poteri magici fino a garantire la prolificità alle giovani coppie.

L’obiettivo però è quello di mantenere in vita l’essere vivente al quale intendono unirsi per ricavare il sostentamento.

Il coronavirus, probabilmente, non pensava che il genere umano fosse arrivato ad allungare il periodo di vita così tanto. Quindi si è visto privare del sostegno vitale nel momento in cui si è incuneato nel respiro di persone in là con gli anni e con la salute compromessa.

Per fortuna del virus arrivano i vaccini che permetteranno agli esseri viventi di non morire o di morire di meno in modo da assicurare al covid-19 quanto basta per vivere dignitosamente dentro il corpo umano senza fare casini.

Questo un pò in sintesi la breve vita del coranavirus.

In altri settori come non plaudire al telelavoro, una meta agognata da tempo per decongestionare le città, curare gli affetti umani e quelli dei nostri amici animali, le piante e – beato chi li possiede – orti e giardini.

Poi si è letto di più, qualcuno ha ricominciato a studiare, nonostante le cassandre di turno gli sussurrassero all’orecchio: non serve, non serve, non troverai lavoro.

Il corpo. Qui è la nota dolente. La chiusura di palestre e il generale inverno probabilmente lo hanno appesantito e aspetteremo la primavera per raggiungere un discreto livello di tonicità.

Il governo. Siamo sicuri che quelli che cambiano una donna al mese, straparlano di tutto, non ti dicono nulla sul lavoro che svolgono, hanno un’ignoranza crassa e profonda, insomma siamo sicuri che gli altri avrebbero fatto meglio in questa pandemia?

E siamo sicuri che qualche testa calda, in base ai sondaggi, l’altro virus tecnologicamente avanzato, non decida di buttare tutto all’aria? Magari per trovare un’occupazione a qualche ancella, alla quale peraltro da parte mia non potrei addebitare nulla?

Ecco ho paura che i cavalli tenuti troppo a lungo sulla linea di partenza, alla fine decidano di rompere le funi di contenimento e con un galoppo sfrenato alla curva di San Martino si schiantino l’uno sull’altro, fantini e cavalli insieme.

ilpalio.it

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Libri e Letteratura: Quando leggere? Ma soprattutto come leggere? — Libri, Recensioni e News Tech

Libri e Letteratura: Quando leggere? Ma soprattutto come leggere?

Libri e Letteratura: Quando leggere? Ma soprattutto come leggere? — Libri, Recensioni e News Tech