Categorie
Cultura

Il lago

Sguardi vermigli

dietro i vetri di un’auto nera

seguono gli spasmi

di un giorno alla fine.

Crepuscolo di noi,

immersi in mille strade

luccicanti di pioggia.

Che cade su Roma gocciolando,

formando rivoli sinuosi.

E tu, con i capelli bagnati,

lasciati andare, arriveremo al lago,

al riparo dei venti.

Non farti confondere da stupidi

anfitrioni, soltanto lì, con me,

potrai anche morire.

Roma, 21 dicembre 2000

Categorie
Cultura Natura e città

Sui social

Gara a chi la dice più grossa usando parole devastanti

Scopriamo che gran parte dei social, almeno quelli più in voga, tendono a tenere in piedi siti e profili che sparano a zero su tutto, apostrofando questo e quello, deridendo, minacciando, offendendo

pesantemente, in specie, se si tratta di donne che hanno l’unica colpa di aver messo la testa fuori di casa non accontentandosi del ruolo di ancella dell’uomo.

La ritrosia a bannare questi profili sembra discenda dal fatto incontestabile che proprio gli sproloqui più esasperanti generano maggiore traffico e discussioni con la conseguenza che la pubblicità, in virtù del principio pecunia non olet, vada alla ricerca è proprio dei post con maggiore affluenza di dibattito o di sostegno/opposizione.

La politica rincorre, senza dichiararlo, questi trend, utilizzando chiaramente un linguaggio meno violento ma dai toni certamente non pacati, forieri di venti di guerra. Per la verità su questa strada si stanno ponendo persino stimati filosofi malati di protagonismo televisivo. Sono in TV ergo sunt.

In questo quadro gli osservatori che ragionano, vale a dire i mass media classici come i giornali stampati o on-line, fanno fatica a raggiungere il cosiddetto “popolo”. Così si assiste ad una degenerazione generalizzata che può fare, a breve e medio termine, solo danni sulla convivenza civile.

Approndire significa perdere tempo, chi lo fa viene tacciato di supponenza, e i temi più delicati vengono trattati come normali argomenti di dibattito pubblico. E gli ascolti aumentano grazie al fatto che, ad esempio, i temi della nostra salute ci riguarda tutti.

Non ci meravigliamo però che l’asservimento di ogni cosa al dio denaro, generi i mostri che ogni tanto hanno l’onore della cronaca.

Ragazzini che si uccidono in diretta sui social, figli che uccidono i genitori per ottenere subito l’eredità, il crescere di un’ignoranza diffusa e il regresso sociale verso forme di violenza sempre più sofisticate grazi e all’uso di droghe e nuove sostanze chimiche.

Il culmine di queste tendenze è stato toccato ormai con i video di violenze sulle persone e sugli animali che vengono pubblicati quotidianamente e a nessuno, visto che raccolgono milioni di visualizzazioni, è venuta l’idea che occorrerebbe bannarli.

In nome di una libertà conquistata con enormi sacrifici dai nostri padri si dà la stura agli istinti più bestiali dell’uomo. E la chiamano civiltà: ma mi facciano il piacere.

Categorie
Cultura

Oggi non voglio scrivere nulla

Per la verità sono in panne perchè sto facendo i conti con Hemingway, sì proprio con lui, l’osannato Ernest. Insomma il fatto che lui sia passato ed abbia scritto del sangue che è scorso in terra e in mare, scusandosi quasi di questo, facendoci capire che lui non c’entra e via dicendo non mi convince.

Ho proprio riletto ieri sera un racconto di caccia in Africa quando descrive con minuzia di particolari l’uccisione di un grosso leone. Beh il fatto che abbiano sparato in più di uno e che discutano chi sia stato veramente ad ucciderlo e la descrizione che il leone abbia saltato come una lepre quando il colpo di un’arma di grosso calibra gli ha trafitto i polmoni e il cuore, beh insomma mi fermo qui.

Cecil un leone maschio di 13 anni ucciso nel 2015 da un cacciatore americano (Wikipedia)

E tutta la tiritera sulle corride in Spagna, l’analisi scientifica dei tori da corrida e quelli che invece sono buoni solo per lavoro o per la carne prelibata. Fiesta gira intorno a questo. E’ vero si da conto che nella comitiva c’è chi dopo una corrida non vuole vederne altre. Ma Ernest è saldamente convinto che quella è la tragedia della vita dove anche l’uomo può soccombere. E quindi giù a descrivere i diversi sistemi dei matador nell’uccidere il toro, il lavoro dei picadores e l’utilizzo di cavalli destinati a morire acquistati per 5 dollari in America.

Oggi siamo meno disposti ad accettare tutto questo anche se in Spagna continuano a pensarla ancora come Hemingway. Ma ormai è cambiata la sensibilità. Uccidere per divertimento degli spettatori rimanda al Colosseo dove i cristiani venivano mandati al macello o i gladiatori combattevano e solo uno ne usciva vivo.

Insomma non dico che l’uomo non abbia caratteristiche ferine in certe situazioni, ma si tratta di personalità con un bisogno d’affermarsi e un ego smisurato. E’ sufficiente pensare ai ricchi americani e non solo che non sanno come passare la giornata e si annoiano e organizzano safari in Africa, tutt’oggi dico, per uccidere elefanti, leoni e tutto quanto gli si pari davanti.

E allora mi resta la domanda: che c’entrava Ernest con questo mondo. Sì certo anche lui aveva una doppia personalità, un soggetto bipolare che passava da momenti di superesaltazione a lunghe fasi depressive.

La caccia è un antidepressivo? Chiedo aiuto agli specialisti. Certo Hemingway descrive bene i luoghi dell’Africa, le diverse fasi degli appostamenti e i racconti della sera dopo non essere riuscito ad abbattere nemmeno un kudu. Sì racconti, potrebbe essere che era continuamente alla ricerca spasmodica di fatti da raccontare, fatti che nella vita reale, lui abituato alle zone di guerra, cominciavano a scarseggiare. Allora ecco la guerra tra uomo e animale raccontata con dovizia di particolari, una guerra squilibrata dove l’animale difficilmente ne esce vivo.

Categorie
Cultura

Perchè il mio blog non ha visite

Consumi e parole

Sembrava facile. Ho delle cose da dire su tutto. Vorrei arrivare a molti contatti per fare una discussione pacata sulle questioni più controverse. Condividere foto e video. In tempi di pandemia quale strumento migliore di un blog su wordpress per poter realizzare tutto questo?

Peccato che il mio blog (consumieparole.com) non sia visitato da nessuno dei 7,5 miliardi di abitanti del pianeta. Beh il fatto che utilizzi l’italiano riduce i potenziali fruitori a qualche milione la platea dei destinatari. Il fatto poi che si fanno certi ragionamenti cosiddetti filosofici riduce ancora di più la platea. I filosofi al potere è un’idea di Platone per gestire la cosa pubblica greca. Oggi è necessario essere nazionalpopolari, usare il gergo di tutti i giorni, controllare ogni minuti la risposta del web alle opinioni politiche espresse. Ma questo populismo in ogni campo può portarci diritti diritti ai capipopolo che incendiarono l’Europa.

Poi…

View original post 298 altre parole

Categorie
Cultura

Perchè il mio blog non ha visite

Sembrava facile. Ho delle cose da dire su tutto. Vorrei arrivare a molti contatti per fare una discussione pacata sulle questioni più controverse. Condividere foto e video. In tempi di pandemia quale strumento migliore di un blog su wordpress per poter realizzare tutto questo?

Peccato che il mio blog (consumieparole.com) non sia visitato da nessuno dei 7,5 miliardi di abitanti del pianeta. Beh il fatto che utilizzi l’italiano riduce i potenziali fruitori a qualche milione la platea dei destinatari. Il fatto poi che si fanno certi ragionamenti cosiddetti filosofici riduce ancora di più la platea. I filosofi al potere è un’idea di Platone per gestire la cosa pubblica greca. Oggi è necessario essere nazionalpopolari, usare il gergo di tutti i giorni, controllare ogni minuti la risposta del web alle opinioni politiche espresse. Ma questo populismo in ogni campo può portarci diritti diritti ai capipopolo che incendiarono l’Europa.

Poi c’è un fatto tecnico. Ci sono centinaia di video che ti spiegano come indicizzare il blog, come procedere per farlo apparire all’apice delle ricerche google. Peccato che bisogna saperlo fare e peccato che se ne occupino esperti di mercato come si tratti di una merce in vendita.

Ecco. Questo non capiamo di queste nuove tecnologie.

Perchè un’idea, un pensiero, una foto o un video devono essere venduti su una piattaforma informatica. Il mercato reale si è trasformato in un mercato on-line globalizzato, ove si vende il corpo e la mente e non in senso metaforico.

Invece il confronto di idee vive sulla televisione che fa da cassa di risonanza ai temi del momento e dei politici in base alle percentuali ottenute alle ultime elezioni politiche. Insomma cosa è cambiato in Italia dal manuale Cencelli? Tutto è lottizzato, ogni posto di responsabilità viene spartito come avviene da decenni. Su internet fioriscono i blog di cucina e di moda. Questi sì che hanno milioni di fans.

Tutti insegnano qualcosa su you tube, ma per sapere veramente come fare in pratica devi sborsare denaro e partecipare ai loro corsi on-line.

Il mercato on-line ha distrutto la rete di piccoli negozi essenziali in tempo di epidemia.

Di positivo c’è che si può tornare ad occuparci dei libri, quei libri che hai tenuto in casa per decenni e che per motivi di pagnotta quotidiana non hai potuto leggere.

E partiremo da qui lasciando stare le indicizzazioni. Quando qualcuno vorrà sapere di cosa tratta consumiparole.com semplicemente dovrà ricercalo sul web. E scrivere bene tutto l’indirizzo, inclusa l’estensione .com, altrimenti Google, il gigante del Web, non ti fa atterrare sulla home del blog curato da squigiacca2020 (soprannome inventato da una caro compagno di pallone morto a 18 anni sotto una porta di calcio mobile).

Categorie
Cultura

Scalfari, la debolezza fisica e la forza dell’Io

L’articolo del saggio Eugenio su La Repubblica di oggi ci fa vivere le sensazioni e i meccanismi del corpo e della mente nella stagione del “miele” della vita, quella della vecchiaia. Quando ci si sveglia presto e il cervello, come un diesel, si mette in movimento pescando nei nostri archivi neuronali nuovi percorsi.

I muscoli che si muovono a volte a scatti e a volte lentamente.

Silenzioso scorre il tempo, verso la foce scorre il fiume ci ricorda Scalfari riprendendo qualche passo di Amleto. Scenderemo nel gorgo muti ci ammoniva Pavese.

Insomma il progresso non ci salva dalla nostra solitudine e l’albero che d’estate ha dato frescura alle greggi, si spoglia delle sue foglie e nudo affronta il generale inverno.