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Una società al tramonto e le donne

Oggi si ricorda un evento tragico, in cui morirono tante donne che stavano lavorando in una fabbrica. Non so quanti sanno o hanno presente questo significato. Oggi tutto si risolve in un mazzetto di mimose donato alla donna a cui si vuole bene.

La festa delle donne è diventata, come tante altre ricorrenze, un fatto commerciale.

In Italia donne al vertice delle istituzioni non ci sono. Ultimamente forse sta cambiando qualcosa. Avendo meno figli da crescere forse alle donne è data una chance.

Donne preparate che vengano premiate per la loro competenza e professionalità si contano sulle punte delle dita. Ma questo dell’assenza di un sistema premiale coinvolge anche il mondo maschile. Basta farsi un giro per gli uffici pubblici.

Le donne vanno subito in affanno in questa società. Sono tra le prime a laurearsi e le ultime ad entrare nel mondo del lavoro. Nel privato, soprattutto, la donna con la prospettiva di una gravidanza è per il datore di lavoro un handicap che cerca di evitare. Meglio un maschietto meno intelligente che però sta con il sedere sulla sedia. Ci mette di più ma è presente.

Dal lato familiare non è che le cose siano migliori. La donna è chiamata a fare tutto, del resto i maschi sono impegnati sul lavoro e gli svaghi settimanali. Sono loro che parlano con gli insegnanti, sono loro che accompagnano i figli maggiormente, sono le donne che hanno il peso familiare.

I maschi intervengono con le solite conoscenze o quando serve con veri e propri altolà agli insegnanti più audaci.

Così i figli crescono in una sfera di cristallo, tanto ci pensa mamma o papà, e, al primo problema sbattono la testa, quando ormai è troppo tardi, e fanno fatica a rialzarsi.

In una società di anziani e con i giovani superprotetti gli unici che hanno una chance sono i figli di nessuno, quelli che devono darsi da fare, i più negletti come ci insegna l’ultimo Sanremo. Quelli che ce la devo fare perchè non mi aiuterà nessuno e voglio coltivare la mia passione.

Quindi meno mimose, più quote-rosa e spazio alle donne, sono le uniche a poter salvare noi maschietti in tutt’altre faccende affaccendati.

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Neri compagni di vita

  
 I Corvi
 Signore, quando i campi sono freddi,
 Quando sui casolari diroccati,
 Tacciono i rintocchi dell'angelus…
 Sulla natura sfiorita
 Fa' che si avventino dai grandi cieli
 I corvi cari e deliziosi.
  
 Strana masnada di severi stridi,
 Il vento freddo vi aggredisce i nidi!
 Oh voi, lungo i fiumi ingialliti,
 Voi, per le strade d'antiche vie crucis,
 Sopra i fossati e sopra le buche
 Disperdetevi, su, radunatevi!
  
 A migliaia, sui coltivi di Francia,
 Ove dormono i morti dell'altro ieri,
 Su, d'inverno, turbinate,
 Affinché ogni passante ripensi!
 Che tu sia il banditore del dovere,
 Oh nostro funereo uccello nero!
  
 Però, santi del cielo, sulla quercia,
 Alta a maestra nella sera incantata,
 Lasciate le capinere di maggio
 Per chi in fondo al bosco, sull'erba
 Da cui nessuno sfugge, è incatenato
 A una disfatta che non ha domani. 

   Arthur Rimbaud
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Ode a un usignolo — La dimora del tempo sospeso

…………………………John Keats ……………………………Le Odi ……………..Cura e traduzione di Flavio Ferraro ………….Grottaminarda (AV), Delta 3 Edizioni, 2021   ………….Ode to a Nightingale (6-8)   6 Darkling I listen; and, for many a time …I have been half in love with easeful Death, Call’d him soft names in many a mused rhyme, …To take into the air […]

Ode a un usignolo — La dimora del tempo sospeso
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Alcune mascherine cinesi

Oggi esce un articolo su Repubblica nel quale si dice che il 10% delle mascherine in circolazione di marca cinese non sono regolari. Eppure viene certificato che sono conformi allo standard europeo (EN 149:2001+A1:2009 KN 95). Invece che il 95% come certificato filtrano appena il 36%.

Si tratta di certificazioni false.

Chiaramente tutti noi utilizziamo mascherine di importazione cinese e quindi possiamo incappare in quei dispositivi che hanno una certificazione falsa con grave pregiudizio della salute.

Il 10% del mercato significa che ci sono milioni di mascherine irregolari.

Su queste stesse mascherine irregolari si sono spartiti ingenti somme i cosiddetti mediatori, i salvatori della Patria che si sono mossi con la Cina quando l’Italia del 2020 assumeva le prime decisioni sulla pandemia.

 

E probabilmente lo stesso discorso vale per i generi alimentari importati se è possibile che nel 2021 certificare il falso su un dispositivo così vitale come la mascherina.

Un messaggio per il nuovo governo: rinforzare NAS e Dogana. Non si può continuare con i controlli a campione.

Inoltre, un’intera pagina di un quotidiano senza nomi e società che sono già indagate dalla magistratura (su altri siti web ci sono e coinvolgono anche giornalisti non so a che titolo) per aver contribuito a certificare il falso ha l’effetto di mettere paura perchè noi comuni mortali non abbiamo strumenti tecnici per verificare la regolarità della mascherina se non la prova dell’accendino (indossare la mascherina e soffiare verso un accendino acceso: se la fiamma non flette la mascherina funziona – sistema suggerito da Burioni).

 

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Ancora debiti: per cosa?

E’ nato il nuovo governo con un timoniere di elevata preparazione e una compagine ministeriale che dovrebbe consentire una traversata quanto meno senza naufragi fino all’elezione del prossimo Presidente della Repubblica (primavera 2022) o forse fino alle prossime elezioni (primavera 2023).

Quello che bisogna fare è spendere soldi pubblici per far ripartire l’economia in modo che 1 euro di spesa pubblica si moltiplichi secondo le formule che ci hanno insegnato gli economisti più illuminati.

Allora, si dice, non solo ristori. Infatti e questo era proprio il programma del governo Conte, è necessario non limitarsi a iniettare fondi per la sopravvivenza delle imprese e dei negozi e per il reddito di cittadinanza.

Qual’è il problema. In periodo di pandemia c’è una flessione dei consumi, la gente non ha voglia di intraprendere nuove strade, cresce il risparmio privato seppure intaccato dalla crisi economica. Quindi i fondi ci sarebbero. Ma non c’è verso di convincere la gente a metterli in circolo. Il problema è il futuro, quello dei nostri giovani perchè sono loro che possono riprendere in mano il timone dell’economia italiana.

In questo quadro non resta che incrementare la spesa pubblica con interventi mirati su infrastrutture, in particolare quelle sanitarie, formazione scolastica e universitaria, snellimento degli organi decisionali.

L’Italia resta povera di risorse umane preparate a livello informatico, questo è uno dei gap da risolvere in fretta con una formazione a tutti i livelli. Il lavoro on-line è sicuramente un enorme chance in questo senso.

E lasciamo che i giovani salpino dalla protezione familiare, una volta vaccinati i più anziani e i soggetti più a rischio, consentiamo ai giovani di andare a scuola, di fare stage anche all’estero, anche con contributi pubblici, per coloro che hanno meriti scolastici. Perchè chi va all’estero, in genere, ci va perchè se lo può permettere economicamente. Chi non ha i mezzi, seppur bravo, è costretto a stare a casa.

E gli insegnanti si riprendano il proprio ruolo di guida, lasciando mamma e papa nel loro brodo di protezionismo esasperato.

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Grazie Giuseppe Conte

Lasciato andare via da Palazzo Chigi dai soliti magheggi del potere non vorrei essere stato mai nei suoi panni quando il 9 marzo 2020 fu deciso di chiudere tutto per la pandemia da Covid.

Rivaluto anche il portavoce Rocco Casalino che lo ha aiutato a costruirsi un’immagine rassicurante di “padre che sa” a fonte di una popolazione angosciata da una situazione imprevedibile.

Di certo a lui non sono arrivati avvisi di garanzia nè per aver violato la legge nè per essersi appropriato di un euro, almeno finora nessuna procura si è mossa ad eccezione del blocco degli sbarchi dalle navi cariche di migranti.

Allora perchè non farlo continuare?

E’ mancato il respiro del domani, del cosa fare per i giovani, per i ragazzi che hanno bisogno di continui rinforzi per applicarsi nello studio pensando ad un lavoro futuro.

Aver puntato sull’assistenza e basta, questo a mio parere il limite della Presidenza Conte, aver destinato in massima parte a questo fine circa 160 miliardi nel 2020. Un debito enorme che mettiamo sulle spalle dei giovani.

Ma ora non sarà facile perchè occorrerà comunque continuare con i ristori ma al tempo stesso investire in settori che facciano ripartire l’economia. E non c’è nulla di scontato.

Quindi grazie Presidente Conte soprattutto per aver districato la matassa Salvini, Renzi, Di Maio, matassa lasciata in eredità a Mario Draghi. Vedremo.

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La meraviglia dei bambini

Acquario Genova
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Televisione e politica

Mi capita che a cena, generalmente, sia accesa la TV sulle notizie e poi, nella cosiddetta prima serata, si passi alla telenovela “Un posto al sole”, girata a Napoli.

Giuliano Bonfante, un grande linguista italiano

Subito dopo i telegiornali c’è tempo di sentire cosa dicono alcuni politici e giornalisti sui temi del giorno.

Ecco mi pare che questi passaggi di immagini e parole (ieri sera c’era Martelli, Casini e altri) mi inducono a riflettere sulla distanza che c’è con i problemi e le esigenze della gente reale. E dire che al potere ci sono i cosiddetti populisti, quelli che nel 2018 sono stati scelti come tribuni del popolo, quelli che tuonavano contro tutto e tutti.

E ha ragione Renzi, dal 2018 ha fatto e disfatto tutto lui. Forse è il caso che si riposi, lo ha fatto anche Dio. Forse Italia Viva ha idee troppo innovative (vedi il referendum) e, peraltro, il volerle imporre a tutti appare irragionevole. Inoltre, il continuo tintinnare delle manette del “Fatto quotidiano” incute un certo timore e un Ministro come Bonafede non è certo rassicurante per tutti coloro che hanno qualche pendenza.

Tornando alla TV, possibile che in tutti questi mesi di pandemia non abbia saputo reinventarsi.

Con la gente costretta a casa è stata sprecata un’occasione d’oro per tentare di proporre temi più formativi rispetto alla solita pappa di ore e ore di evasione dal reale.

Si dice: ma la gente non ne può più dei problemi. La TV serve da reset, fornisce momenti di piccole gioie, storie a lieto fine.

Sì ma la RAI che viaggia su un budget vicino ai 25 miliardi, oltre che ad assicurare gli elevati stipendi alla dirigenza e al personale, dovrebbe servire appunto “il popolo” non in maniera passiva. Allora perchè non prevedere momenti di formazione, pillole culturali che facciano parlare gli esperti di informatica (l’Italia è agli ultimi posti per rete veloce e competenze), delle opere dei nostri intellettuali, dei nostri cosiddetti cervelli, dell’apprendimento delle lingue. Anche qui bisogna fare delle scelte. Se si va avanti con l’auditel succede come nella politica. L’ignoranza la fa da padrona e impone a palinsesti, politici e persino ai musicisti di abbassarsi ai voleri della pancia della Nazione. Ma si sa, i programmi sono funzionali alle entrate pubblicitarie. E’ il popolo che compra le auto e via dicendo. Quindi abbassiamo il livello e avremo il mix giusto per far passare i messaggi pubblicitari.

Insomma non se ne esce.

Ma un’elite che si ritenga tale deve guidare, indirizzare e formare le masse, non esserne succube. E non è detto che un pizzaiolo sia il migliore rappresentante dei pizzaioli nè che distribuire soldi significa aiutare le categorie colpite dalla crisi a risollevarsi. Senza contare le cambiali che mettiamo sulla strada delle giovani generazioni. Ci vogliono investimenti in opere che restino negli anni in uso al Paese e giustifichino quelle cambiali.

In tempi ormai lontani la trasmissione “Non è mai troppo tardi” permise a tanti analfabeti di progredire.

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Buio a Ponte Milvio

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Riscaldiamoci un pò