• Il ritorno autunnale

    Riflessioni sparse – Voglia – Ispirazioni – Attese – Arte

    Il ritorno alle usate occupazioni, agli spazi vitali che siamo abituati a vivere durante la maggior parte dell’anno e il lavoro, per chi ce l’ha, è un sentimento studiato a più riprese da psicologi e sociologi.

    Intanto perchè cresce sempre più la voglia di non tornare, di sentirsi liberi di librasi nel mondo, ritenendo una iattura la routine e i luoghi straconosciuti.

    Poi perchè questo ritorno coincide con la fine dell’estate, la bella stagione dei poeti, gli attimi di libertà belli e irripetibili una volta tornati in città o al lavoro.

    Ancora perchè quest’anno la farà da padrone la politica che viene detestata sempre più come una zavorra che nessuno vorrebbe ma che è necessaria per una democrazia ormai svuotata dei suoi sentimenti più nobili.

    Insomma tutto sembra volgere verso il basso inclusa la temperatura.

    E’ il capitalismo/comunismo che ci ha plasmati così. Qualsiasi tipo di organizzazione sociale adottiamo ci vuole in forma per il lavoro, per la produzione dei beni. Si può essere liberi ma per un periodo determinato poi, finita la ricreazione si deve tornare perchè l’economia è così. E non crediate che il ricco sfugga a questo meccanismo. Lui anzi ne soffre maggiormente. Basta guardarli. Sono sempre incazzati neri, consapevoli che la ricchezza è un bene effimero che va curato ogni istante della vita. Briatore che si è assunto la veste anche di selezionatore di giovani per l’imprenditoria ha nominato suo figlio di 12 anni amministratore delegato di una società. Si è traviati da piccoli anche dal lato capitalistico. E non c’è stata un’età dell’oro per le nostre civiltà. Gli unici momenti di felicità collettiva si sono avute dopo le catastrofi, quando, ad esempio, è finita una guerra disastrosa. Allora tutti si danno da fare, si ricostruisce, si diventa buoni, ma poi anche quest’età finisce e tutto torna plumbeo come il cielo di Londra.

    Anche per gli studenti, che non sanno quali sbocchi lavorativi riserverà a loro la società del benessere, il ritorno sui libri è duro e mette alla prova la loro resistenza allo sballo. Ma occorre resistere, ricorrendo all’arte o alla religione a seconda delle nostre credenze. Sono due attività che ci aprono la mente spesso intenta a rimuginare sul chi me lo fa fare. L’arte non ha una finalità, a parte quella dell’artista di essere remunerato. Poi però l’opera d’arte ad ognuno racconta una storia, apre uno scenario nuovo. Ci fa volare sopra il cielo autunnale. Insomma arte, affetti e attività sportiva possono lenire la sofferenza di tornare alle usate abitudini.

    L’ autunno, con i suoi colori, ci dice di spogliarci e colorarci per risorgere a primavera più belli di prima, dentro e fuori.

  • L’influenza etrusca orientaleggiante riscontrabile nei capitelli di San Flaviano a Montefiascone

    Etruscan news del 2006 by Larissa Bonfante (deceduta 23 agosto 2019) – Già Prof.ssa emerita alla New York University – Esperta di lingua e cultura etrusche.

  • Autunno

    21 dicembre 2000
  • Scordiamoci i fondi europei. Forse dovremo restituire quelli già avuti.

    Il modello Polonia.

    Il nuovo Presidente del Consiglio ha spiegato, a più riprese, che l’Italia seguirà i modelli di Polonia e Repubblica Ceca. Inoltre spera che anche in Svezia si segua la medesima strada. Diciamo subito che la Polonia sta attendendo da anni 36 miliardi di PNRR dall’Europa che non li eroga dato che quello Stato ha assunto le caratteristiche di una semi-dittatura. La magistratura e i tribunali sono sottoposti ai politici, la libertà delle donne e della diversità di genere è stata limitata fortemente. Non esiste la libertà d’informazione.

    Se l’Italia segue questo modello presto vedremo i nostri titoli di Stato divenire carta straccia a discapito di quei riparmiatori che magari hanno pure votato per il centro destra.

    Altro che assicurare ai cittadini sostegni economici per le bollette e il gas. Qui si va verso il baratro in cui si sono cacciati Polonia e Ungheria. L’Italia è tra i Paesi fondatori dell’Europa, siamo a pieno titolo dall’inizio nella zona euro.

    Se Berlusconi e non solo lui vogliono assoggettare i magistrati alla politica, limitare la libertà di informazione, lasciando alla destra reazionaria campo libero nel comprimere i diritti civili abbiamo la quadratura del cerchio ponendoci di fatto fuori dall’Europa dei diritti.

    Riflettano Letta, Conte, Renzi, Calenda, Fratoianni e i Verdi sul bel capolavoro politico che sono riusciti a partorire grazie all’ego di ognuno di loro espressione di una sinistra parolaia e inconcludente.

  • Viva viva l’Inghileterra

    Flat tax? Il popolo si fa sentire in Inghilterra


    La prima ministra Liz Truss, del partito conservatore, giorni fa ha deciso di tagliare le tasse ai ricchi. La manovra prevedeva l’elimininazione dell’aliquota più alta del 45% per i soggetti che guadagnano più di 150mila sterline all’anno. L’aliquota del 45% si applica per lo scaglione che va oltre le 60000 sterline annue). Il nuovo ministro delle Finanze (cancelliere dello Scacchiere) Kwasi Kwarteng si era detto d’accordo.
    Tuttavia la manovra ha avuto effetti sulla sterlina e causato proteste importanti in piazza. Quindi la Truss ha deciso di fare marcia indietro. Così il ministro delle Finanze Kwasi Kwarteng ha comunicato che non eliminerà l’aliquota del 45%.

    Del resto anche Moody’s Investors Service aveva ammonito che la manovra proposta dal governo britannico poteva confliggere con la sostenibilità del debito del Paese. L’agenzia di rating ha anche tagliato le stime sul Pil britannico per il 2023 dallo 0,9% allo 0,3%. Un mutuo a 30 anni sconta ora un interesse del 4/5%.

    In questo quadro fa anche un pò pena Carlo III diffidato a non recarsi alla conferenza sul clima. Ormai deve avere il cervello di un’ameba e non immischiarsi in nulla. Vedremo quanto resisterà; non potrà continuare a prendersela solo con il portapenna stilo troppo vicino!!!
    L’episodio dovrebbe lanciare un monito ai nostri nuovi governanti che, per fini elettorali hanno promesso una flat tax al 15 % per tutti. Forse un po’ di ripetizioni in matematica potrebbero esser utili. Ad esempio il 15% su 20000 euro sono pari a 3000 di tasse: al contribuente restano 17000 euro nette per vivere. Il 15% su 200000 rappresentano 30000 euro di tasse; (attualmente in Italia si paga il 43% sugli importi eccedenti i 50000 euro) al contribuente restano ancora 170000 oltre i 50 mila. Con l’inflazione all’8% e il caro energia che stiamo vivendo non è chi non veda che i benefici legati alla flat tax premiano in massima parte la parte benestante della società. In aggiunta si vuole abolire il reddito di cittadinanza per coloro che hanno redditi bassi o nulli.

    Ci sono le premesse per gravi conseguenze sul piano sociale. La guerra in Europa accresce l’incertezza di questo periodo e, con il debito alto che ci ritroviamo, riflettano i governanti su quello che può succedere.

  • L’anomalia italiana

    Elezioni – Destra – Sinistra

    Ogni volta che qualche forza politica, di sinistra sempre, propone u programma per risolvere i tanti conflitti di interesse presenti in Italia, il governo viene sistematicamente fatto cadere.

    Per cui si continua con i soliti parvenu dell’economia che vivono a ridosso delle strutture pubbliche e lucrano sui ritardi e inefficienze di questo settore.

    La caduta dei governi si è pure consumata ogni volta che soltanto qualche politico sprovveduto provi ad adombrare soltanto un’ipotesi di patrimoniale o ulteriori imposte sulle abitazioni.

    Il bello è che tutti si appellano al popolo, quel popolo entro il quale si annidano le mancate fatturazioni, gli abusi edilizi, le elusioni ed evasioni e di cui il centrodestra incarna l’emblema più duraturo. Così di fronte ad un evento eccezionale come la pandemia il governo, non ha potuto fare altro che chiedere aiuto all’Europa e ricorrere a nuovo debito pubblico (siamo vicini al livello del 2019).

    Un debito pubblico che cresce vertiginosamente ma che non interessa a nessuno finatanto che gli interessi raggiungeranno un livello insostenibile.

    Si dice: ma gli italiani risparmiano molto, hanno tutti un’abitazione e lavorano. Una volta era così. Ora continuano a risparmiare con difficoltà, la casa è lì lì per finire nelle mani delle banche e lavorano sempre meno rispetto al crescente numero di pensionati.

    Ma che mette mano seriamente a sistemare il futuro è destinato a bruciarsi, non c’è Europa che tenga. Allora gli italiani come votano? Il centrodestra, il partito delle nuove tasse mai, niente lavoro nè sostegni ai giovani, pensioni più alte e più spesa pubblica, blocco dell’immigrazione. Vedremo. Di sicuro è che questa tiritera dura da tanti anni.

    Appena si è udito il tintinnare delle manette nel 1994 qualcuno si è alzato ed è scesa in politica e non è sceso più da quel carro. Da lì l’Italia non si è più ripresa convinta dal battage televisivo che i problemi nascono dalla presenza dei giudici comunisti. Si vuole lìimpunità e una magistratura sottomessa al potere politico. Il campione delle scorretteze è il mitico Trump, ma anche Orban e tanti altri che dagli giù all’immigrato (piacciono però cocomeri e meloni che in nero ci fanno arrivare sulla tavola!!!).

    Non sembra che il risultato delle elezioni ci darà il gas che a Letta e Draghi è stato negato. I gasdotti del Nord presentano enormi falle. Allora auguriamo alla donna-Presidente, per il bene dell’Italia, tutto il bene possibile ma forse non ha ben chiaro in quale ginepraio si è cacciata.

    A Letta diciamo di non scoraggiarsi. La sinistra ha stravinto quando è morto Berlinguer e più recentemente soltanto grazie ai soldi una tantum per la pizza. Per il resto è stata sempre divisa e ha perso, anzi con il fronte popolare in Francia ha perso pure, e quello che è più incredibile che non ha ancora capito che l’elettore non ama le minacce ed è distante anni luce dalle diatribe tra politici. Vuole il gas e la luce a costi contenuti, così la benzina e il pane e una squadra di calcio vincente. Poche cose che per la sinistra intellettuale rappresentano quisquilie.

  • Roma

    Inutile -misera – allegra

    Di amori, di leggende, di tristezza.

    Di artisti, di Tacito, di Belli.

    Di donne, di musica, di gay, di fiori.

    Di osterie, di baracche, di ville, di miseria, di sperpero, di ladri e lacchè, di democristiani, di merda.

    Roma,

    allegra, rissosa, sorniona, fascista, pettegola, violenta, puttana.

    Cattolica, capitale, comunista.

    Pretesca, papalina, erudita, tifosa.

    Inutile, Roma.

    22 dicembre 1980

  • Quale democrazia?

    Tagli ai parlamentari – promesse elettorali – sondaggi – scelte candidati

    Grillo è stato di parola: non più di 2 mandati e a casa. Nelle altre formazioni politiche i divieti sono superati da innumerevoli deroghe.

    Comunque è partita la campagna elettorale e i sondaggi danno in testo, ampiamente, il centro-destra che cumula i benefici dello stare al governo con Draghi e quelli derivanti dall’opposizione di Fratelli d’Italia. Il Cavaliere esulta, rientra nell’agone da cui non è mai uscito veramente, promettendo pensioni più alte e altre misura che saranno probabilmente cassate dall’Unione europea. Probabilmente perchè il reddito di cittadinanza e quota 100 del governo leghista stellato alla fine si sono attuati.

    Assistiamo al non piacevole accattonaggio di posti sicuri che i big della politica gestiscono un pò come i registi che devono formare il cast. Si parte con la spartizione dei posti tra le coalizioni in base ai risultati dei sondaggi. Viene da dire ma che votiamo a fare. Tuttavia non dire gatto fintanto che non l’hai nel sacco. Il convitato di pietra, l’orso russo, questa volta potrebbe intimorire molte persone atterrite dallo strapotere delle armi e dalla chiusura del rubinetto del gas, mai attuata totalmente in modo da tenere alto l’effetto terroristico. Il vecchietto amante dell’ordine e dell’extracomunitario da rispedire a casa sua vorrebbe votare Lega ma l’ombra del sovrano moscovita che lo controlla anche nell’urna potrebbe indurlo a ripensarci. Così la casalinga di Voghera vorrebbe votare il Cavaliere per aumentarsi la pensione ma, egualmente, l’orso russo che si è divertito molto tempi addietro con il Capo di Forza Italia la potrebbe indurre a votare quei ragazzotti del centro, un voto nè di la nè di qua.

    Ovvero il vecchietto e la massaia potrebbero non andare a votare, per protesta, perchè a suo tempo non avrebbero cambiato mai la caldaia a carbone nel condominio e invece scattò l’obbligatorietà per il passaggio al gas.

    La stessa cosa è avvenuta con l’auto a gas che non pagava il bollo. Ora che il gas è triplicato e la manutenzione è costosa con chi ce la prendiamo?

    Si dice è la democrazia. Ma è così? Candidati bloccati, liste bloccate, i capi sempre gli stessi e i 5stelle una volta diversi che hanno mostrato un immobilismo che infastidisce pure un santo.

    A che serve votare. Quando abbiamo i problemi ci si rivolge ai cosiddetti tecnici, ottimi servitori dello Stato, e poi si liquidano facilmente come l’ultimo amministratore delegato di una srl operante nel settore dei cosmetici.

    I politici veri escono fuori quando c’è un posto da occupare, da dividere con qualcuno in Rai o nelle partecipate. Lì il potere politico dà il meglio di se nel sottobosco che si possono allocare amici e parenti, nei gangli dello Stato e degli enti territoriali ove sono al riparo da ogni controllo.

    Gli ottimi servitori dello Stato che facciano il lavoro vero, quello che serve a livello internazionale. Nel sottobosco proliferano, ordini, categorie esentasse, giornali che non legge nessuno finanziati coi soldi pubblici, sacche di veri e propri monopoli legittimati sul piano legale alla faccia della tanto sbandierata concorrenza. Persino per partecipare ad una fiction o lavorare in Rai bisogna avere un padrino politico. Il centro destra ha il certificato di qualità per queste operazioni anche se il centrosinistra non si comporta molto diversamente. Il governo Draghi prendendo la via delle riforme e dello sviluppo della concorrenza. Troppa grazia Sant’Antonio. Doveva occuparsi solo del Covid, Drgahi, esperto immunologo, per questo era stato scelto. Quello che stona è che a farlo cadere è stato proprio il movimento padrino di quelle riforme.

    Prepariamoci ad un nuovo medioevo, con epurazioni e ignoranza profusa a volontà. Con il Monza in serie A, roba da pazzi. Del resto le televisioni rendono bene e guai a chi tocca la legge Gasparri.

  • Draghi a testa alta e la vittoria di Pirro dei populisti

    Draghi cominciava a dare fastidio, a fare ombra ai populisti italiani di destra e di sinistra. Prima andava bene per il Quirinale, poi viene sloggiato anche da Palazzo Chigi. La rivincita sarebbe Draghi alla testa di uno schieramento che vinca le elezioni ma forse è fantascienza.

    Di sassolini dalle scarpe Draghi se ne è tolte un mucchio. Di rospi salviniani, berlusconiani e grillini ne ha dovuti mandare giù a iosa durante il suo governo giunto al capolinea. Da subito, sui ministri che dovevano far parte del suo governo, ha scartato molte proposte indecenti.

    Nel corso del mandato ha mantenuto la barra a dritta. Fino a che ha inserito nei progetti alcune ipotesi divisive (termovalorizzatore, ius scholae e altre idee non condivise). Credo però che il tema vero sia la concorrenza. Il Cavaliere gode fin dai tempi di Craxi di un regime, perfezionato dal delfino Gasparri, a dir poco compiacente. Il servizio pubblico non deborda sulla pubblicità, tanto c’è il canone di noi beoti, e le TV cosiddette private fanno incetta di entrate pubblicitarie. Così possono pagare profumatamente conduttori e giornalisti che possono andarsene dalla TV pubblica quando vogliono.

    La sinistra gestisce la terza rete e la sette di Cairo oltre ai posti in RAI spartiti col bilancino.

    Per non parlare del settore professionisti dove manteniamo un sistema di ordini che richiama da vicino le corporazioni mussoliniane. Altro che concorrenza.

    Idem per taxi, stabilimenti balneari e società in house. Queste cose vengono rinfacciate a Draghi ad ogni riunione che si svolga a livello europeo, ogni volta che l’Europa, prima di staccare assegni, ci chiede un ammodernamento del sistema Italia. E stavolta Draghi intendeva fare sul serio.

    Ecco allora che l’italo-vecchiume leva la sua voce a tutela degli interessi di bottega e utilizza una stupida scissione dei grillini, adusi a parlare e basta, per mandare a casa un servitore dello Stato preparato e stimato.

    Così la parabola italiana volge al peggio, con denari europei che verranno sperperati nei mille rivoli delle confraternite pubbliche e private, fino a quando l’Europa non ce ne chiederà conto.

    Un bel dilemma per il Presidente Mattarella che stavolta si inc…. all’ennesima potenza perchè a febbraio tutti lo hanno pregato di restare, anche gli odierni giuda che hanno colpito il Presidente Draghi.

    La speranza è che lo sbandierato camposanto di Calderoli (padre di una delle peggiori leggi elettorali) diventi una primavera di rinascita per l’Italia e la sinistra. Con il trio Berluscano, (massaia di Voghera, ce l’ho duro e fascino televisivo) potremmo forse ambire a cantare, d’estate insieme alle cicale, nelle balere romagnole sempre che i turisti accaldati non scoprano l’arcano e facciano smettere il baccano.

    E dire che Renzi, un altro che ha tuonato contro il reddito di cittadinanza dall’alto del suo elevato reddito mensile, aveva previsto la conferma del governo.

  • Il gas serra ovvero la stupidità umana

    Il ritiro dei ghiacciai

    In questi giorni abbiamo assistito a fiumi d’inchiostro per quanto è avvenuto sulla Marmolada, ovvero il distacco di una parte del ghiacciaio di media altitudine che esiste su quelle vette.

    In disparte ogni commiserazione per le vittime e i loro familiari non c’è bisogno di essere degli scienziati per notare che la Terra si stia surriscaldando. In questo trend è fisiologico che i ghiacciai siano i primi a farne le spese.

    Colpa dei gas serra. Vale a dire che la produzione dei beni e la vita degli esseri umani sono nocivi per la terra su cui si sviluppa la vita. Chiaramente nessuno vuole privarsi delle sue produzioni e dei mezzi ritenuti espressione del progredire dell’umanità. Ora con i rappresentanti delle democrazie pare sia più facile parlare di questi problemi. Nei regimi autoritari il despota di turno semplicemente se ne frega e ci farà una pernacchia. Come quelli che sul Titanic continuarono a ballare pensando che la luce se ne era andato per un piccolo guasto all’impianto.

    Situazione molto simile agli strumenti approntati dai grandi del Mondo alla fine del secondo conflitto a scopo preventivo. L’ONU doveva essere il consesso deputato ad evitare inutili guerre. In realtà, avendo attribuito ad ognuno dei membri del Consiglio di sicurezza il potere di veto (membri permanenti Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito), il mondo è stato spartito come zone di influenza tra questi membri, sterilizzando di fatto l’azione dell’ONU. Infatti, le cosiddette guerre di prossimità o d’influenza, hanno continuato a proliferare e, anzi, sono diventate il terreno di scontro per le grandi potenze e per sperimentare nuove armi di distruzione.

    E’ disarmante vedere in TV i politici russi alle prese con il Sarmat il missile nucleare che in pochi secondi sarebbe in grado di dividere in due l’America. Non è molto simile alle V2 che Hitler volle fortemente per distruggere Londra?

    E gli scudi spaziali, propagandate dagli Stati Uniti come sistemi di difesa ma che in quattro e quattr’otto sono trasformabili in armi di offensive e di sterminio. Ci devono ancora spiegare perchè gli Stati Uniti sganciarono due bombe atomiche sui civili Giapponesi a guerra praticamente conclusa. Peraltro la bomba atomica fu possibile continuando il programma nucleare iniziato da Hitler. Eppure è stato fatto. Tutti abbiamo scheletri nell’armadio storico. Dovremmo saperlo. Eppure la memoria ci fa difetto. Operiamo come neonati appena usciti dall’utero. Incazzosi ed egoisticamente pervasi da un IO smisurato.

    Se non ha funzionato il meccanismo anti-guerre figuriamoci se può funzionare il controllo dell’emissione di gas serra nel mondo. Che fare? Le scelte le fa la natura. Intanto il mare ha cominciato a introdursi nelle acque del Po risalendo il fiume fino anche a 30 km dalla costa. Con le conseguenze che possiamo immaginare. Siccità e sale fanno rima col deserto. E molto tempo fa la pianura fertile padana era uno dei tanti fondali marini.

    Tra l’altro lo sciogliersi dei ghiacciai potrebbe dare la stura a microrganismi e virus rimasti imprigionati lì dall’era glaciale. Certo il nostro piccolo orizzonte di vita è ancora al riparo dal vedere un diving che organizza una giornata di subacquea per ammirare Roma sommersa.

    So che sono parole al vento ma ho letto con interesse l’articolo di Scurati sul Corriere di ieri e ho voluto testimoniare almeno che non è solo.

    https://images.app.goo.gl/kcqsYj1WUY4p2XQT6

  • I limiti del Presidentissimo Draghi

    Sappiamo che in un momento di grave difficoltà in Italia si sono sempre cercate personalità e figure, se non fornite dalla provvidenza, comunque dotate di professionalità e credibilità dopo che i politici di professione ne hanno combinate di tutti i colori pur di accaparrarsi il plauso del popolo.

    Il Presidente Draghi è stato selezionato non dal popolo ma dal Presidente della Repubblica che ha vagliato le rose di nomi proposte dalle forze politiche di maggioranza.

    Chiaramente poi la maggioranza, visto il cocchiere così prestigioso, si è allargata ad eccezione di Fratelli d’Italia che ha preso in mano lo scettro dell’opposizione anche abbastanza a malincuore vista la vocazione a governare della sua leader indiscussa.

    Senonchè le emergenze si sono moltiplicate una dietro all’altra e ora il Presidente Draghi, economista esperto, è chiamato a mutare l’acqua in petrolio o gas, cosa che difficilmente insegnano nelle migliori scuole economiche.

    Soprattutto perchè il partito di maggioranza si è spaccato tra la parte governativa e poltronista e quella movimentista tenuta freno da un avvocato del popolo con buone entrature nei palazzi che contano.

    Insomma il Parlamento non è stato aperto come una scatola di tonno e il taglio dei parlamentari finirà per decimare la forza politica che lo ha voluto caparbiamente.

    Un bel guaio viste le elezioni alle porte.

    Ma cosa più ravvicinata si pone la questione delle armi all’Ucraina che i grillini vogliono porre in discussione magari mettendo in forse accordi che Draghi ha già sottoscritto anche in barba al nostro inutile Ministro degli Esteri.

    A proposito: la nostra diplomazia che sta facendo?

    Insomma la bolletta energetica rischia di svuotare i fondi del PNRR soprattutto se il centro destra vincerà le elezioni promettendo abbassamento delle tasse, condoni per tutti e una pensione generalizzata, al raggiungimento dei 60/65 anni.

    Ma il Presidente Draghi che dirà? Accetterà questo programma?

  • Come nascono e proseguono le guerre

    Mancati risarcimenti, debiti di guerra, limiti dell’ONU.

    Gran parte delle guerre, incluse quelle mondiali, si sono scatenate per l’impossibilità di tenere fede agli impegni finanziari fissati a titolo di risarcimento per i danni provocati dai combattimenti o come corrispettivo per forniture ricevute.

    I trattati scritti dai paesi vincitori difficilmente tengono conto della sostenibilità dei debiti pluriennali addossati agli Stati soccombenti. L’assenza poi di un’autorità che vigili sull’adempimento degli oneri di guerra rende ancor più difficile l’esecuzione di quelle obbligazioni.

    Prendiamo l’odierna guerra in Ucraina. La Russia che ha dato origine all’invasione sarà chiamata a rispondere sia dei crimini commessi che dei danni ingenti provocati al popolo ucraino. Ma quale autorità sarà in grado di rendere effettivi tali processi? L’Onu dove Russia e Cina hanno il potere di veto?

    Per i crimini di guerra è competente il Tribunale dell’Aja e sicuramente si arriverà ad una condanna dei responsabili russi. Ma poi ci sarà il problema di come eseguire le condanne e arrestare i colpevoli.

    Ogni volta che sono intervenute le super potenze (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna ecc.) l’Onu si fa da parte e questi Stati la fanno da padrone. La Gran Bretagna è andata a riprendersi, armi tra i denti, le Isole Malvine rivendicate correttamente dall’Argentina.

    La Francia ha distrutto il regime di Gheddafi in Libia lasciando il Paese in mano ai generali in guerra tra loro.

    Ora è chiaro che la spartizione dell’Europa tra Stalin, Churchill e Roosevelt (Jalta-Crimea febbraio 1945) non regge più, in particolare dopo la caduta del muro di Berlino e il ritiro dei russi dall’Europa dell’Est.

    L’intervento russo ha determinato la fine degli Stati neutrali e il riarmo della Germania. Il risultato della fornitura di armi agli ucraini potrebbe essere la sirianizzazione dell’Ucraina. Anche in Siria, con milioni di profughi da anni tenuti in campi disumani, si fronteggiano da anni Russia e Cina da una parte e Stati Uniti, Francia e Regno Unito dall’altra. Con il risultato dello stallo completo.

    Gli accordi sulla limitazione degli armamenti sono stati quasi tutti stracciati. Questo, occorre dirlo, grazie all’amministrazione trumpiana e alla sua America First (isolazionismo). Il caos odierno è figlio del ritrarsi americano che da guardiano internazionale è divenuto uno stato come un’altro. D’altronde con la fine della guerra fredda sembrava, errando, che il mondo avesse imboccato la strada giusta.

    Possiamo confidare solo nella diplomazia vaticana e in Monsignor Zuppi uno dei pochi che ha le carte in regola per parlare a nome del Papa della pace possibile.

  • La monnezza di ROMA

    Non sapremo mai i veri interessi che girano intorno alla racconta dell’immondizia a Roma. Fino a qualche tempo fa c’era una discarica che, avendo esaurito la propria capacità, è stata chiusa.

    Attualmente l’immondizia (4.600 tonnellate al giorno) per meno della metà è avviata al recupero. L’altra parte viene prima stoccata e poi inviata fuori regione.

    Nel 2022 dobbiamo constatare che nessuna giunta del Campidoglio è riuscita a risolvere il problema. Giorni fa la discarica a cielo aperto di Malagrotta è presa fuoco liberando nell’aria la temuta diossina.

    Dell’inceneritore non se ne parla vista l’opposizione dei 5stelle.

    Così Roma è prigioniera della monnezza con grande felicità di gabbiani e ratti.

    Roma caput mundi? Forse è il caso di rivedere la definizione.

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