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Cosa ho compreso, forse, in un giorno di fredda città

Allora ringrazio i blogger che mi hanno comunicato il loro pensiero e mi hanno incoraggiato.

Ho compreso che ogni commento, ogni visita del sito è sudata, come nella vita del resto. Si vive grazie a Dio a lungo ma quante sono le relazioni effettive e affettive che si hanno veramente. E ogni nuovo incontro è un nuovo inizio e mano a mano che si va avanti si diviene più diffidenti. Chi è questo, che minchia vuole, chi si crede di essere, vuole entrare nella mia cerchia, perchè, cosa offre eccetera.

Allora cominci a scorrere i blog della compagnia dei blogger. Cosa che non avevo fatto in precedenza. Ed ecco che scopri scrittori, poeti, chef, tante persone che ti interessano, che vorresti incontrare virtualmente. E’ un’attività che richiede tempo, un’attività che potrò coltivare di più da pensionato credo.

Un mondo nel quale si entra in punta di piedi, perchè per quello che ho capito, si tratta di persone che i blogger vivono il percorso di vita ritenendo il blog un riparo sicuro dal rigido inverno, dove si apre un libro, si ascolta la nostra musica preferita, si riflette, insomma una sorta di pensatoio al riparo dal chiacchiericcio della società consumistica.

Mi accorgo allora che aver inserito nel dominio la parola “consumi” sicuramente non mi aiuterà nel mondo dei blogger italiani. Ma sono solo all’inizio. Perchè voglio occuparmi anche dei consumi di questi anni dissennati.

Quanto potremmo andare avanti con gli allevamenti intensivi, quanto possiamo tollerare quello che facciamo agli animali prima di cucinarli? Che senso ha macellare una vitella da latte a 6 mesi di vita perchè il mercato vuole la carne tenera? Lo stesso dicasi dei polli e del pesce. Faccio uso di carne e pesce ma sono domande che mi pongo.

Poi la deforestazione, l’utilizzo di pesticidi, la cementificazione. La natura prende le sue rivincite prima o poi. Noi siamo ormai una civiltà al tramonto. Quest’anno abbiamo avuto in Italia 700 mila morti. Avevamo il vanto di essere una popolazione longeva e felice. Il famoso Bel Paese. Ai giovani siamo in grado di dire soltanto “vi pago”, vi dò un piccola rendita così anche voi consumate. E il futuro?

Se vogliamo dare un futuro ai nostri figli dobbiamo cambiare rotta. E bisogna partire dai consumi. Ma questo dovrebbe fare la politica invece di centellinare i posti di governo. Ma credo che la parte bisogna farla anche noi visto che ormai i politici fanno veramente riferimento al popolo del web.

Inserisco una foto del biondo Tevere sovrastato dal moderno Ponte della Musica a Roma, città in cui vivo. Forse questa commistione tra un fiume che ne ha viste di tutti i colori e un ponte moderno dicono di più di quello che sono riuscito a dire in queste poche righe.

Di Paolo Bevilacqua

Roma, funzionario pubblico, studi di filosofia e diritto, passione per la vita umana in tutte le sue espressioni.

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