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Scalfari, la debolezza fisica e la forza dell’Io

L’articolo del saggio Eugenio su La Repubblica di oggi ci fa vivere le sensazioni e i meccanismi del corpo e della mente nella stagione del “miele” della vita, quella della vecchiaia. Quando ci si sveglia presto e il cervello, come un diesel, si mette in movimento pescando nei nostri archivi neuronali nuovi percorsi.

I muscoli che si muovono a volte a scatti e a volte lentamente.

Silenzioso scorre il tempo, verso la foce scorre il fiume ci ricorda Scalfari riprendendo qualche passo di Amleto. Scenderemo nel gorgo muti ci ammoniva Pavese.

Insomma il progresso non ci salva dalla nostra solitudine e l’albero che d’estate ha dato frescura alle greggi, si spoglia delle sue foglie e nudo affronta il generale inverno.

Di Paolo Bevilacqua

Roma, funzionario pubblico, studi di filosofia e diritto, passione per la vita umana in tutte le sue espressioni.

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